Zazzaroni contro la petizione dei tifosi: “Un’autentica idiozia pretendere la rimozione della stella di Conte”

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Il direttore Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport ha commentato il clamoroso scontro avvenuto in occasione della semifinale di ritorno di Coppa Italia, tra il presidente della Juventus Andrea Agnelli e il tecnico dell’Inter Antonio Conte.

Antonio Conte non sarà il prossimo allenatore della Juventus – ha ironizzato Zazzaroni -. Le certezze finiscono qui. Passo alle ipotesi: non era la prima volta che Antonio affrontava da ex la Juve di Andrea Agnelli, della quale negli ultimi mesi aveva peraltro sottolineato pubblicamente meriti, competenza e superiorità, facendo irritare più di un interista.

Presumo pertanto che a scatenare la sua reazione (il dito medio mostrato per ben due volte ai dirigenti) debba essere stato qualcosa o qualcuno insopportabilmente provocatorio: considerate sufficienti le parole che Bonucci ha pronunciato quando il tecnico ha contestato una decisione di Mariani («rispetto per l’arbitro»)? Io no: le rubrico sotto la voce “futili motivi”. Che abbia ricevuto offese intollerabili?

Resta inteso che martedì sera abbiamo assistito a uno straordinario – e rinunciabile – momento di verità. Grazie al quale Conte, profeta dell’esasperazione costruttiva, ha reciso il cordone ombelicale che lo legava da 30 anni alla Juve: un’autentica idiozia pretendere la rimozione della stella che porta il suo nome. Da oggi il Feroce Salentino è un po’ più interista“.

“PS. Ricordo un altro dito medio ‘allungato’ ai campioni, quello del Sarri napoletano, al quale Agnelli la fece pagare in modo subdolo: portandolo alla Juve“.