Moggi: “Ho detto più volte che il centrocampo della Juve è incompatibile con gli obiettivi che la società si prefigge. Ora bisogna evitare quanto ebbe a succedere alla Juventus del dopo Platini”

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Luciano Moggi, ha analizzato attraverso le colonne di Libero la prestazione della Juventus contro l’Inter anche alla luce delle parole dell’allenatore Andrea Pirlo nel post partita della gara di S. Siro:

“Dice Pirlo a fine partita: «non siamo scesi in campo…». Dissertazione che non ci trova d’accordo perché la Juve, almeno inizialmente, era scesa in campo prima di tutto per difendersi, e la conferma di questo ce la dava la lettura della formazione che sarebbe scesa in campo”, spiega Moggi.

Ma c’è di più secondo l’ex Dg bianconero: “Piuttosto, dovendo cambiare tendenza in corso d’opera, non è riuscita nell’intento, complici anche le tardive sostituzioni. Possiamo dare a Pirlo le sole attenuanti delle defezioni per COVID e infortuni di Cuadrado, DeLigt e Alex Sandro”.

“Ma noi più volte abbiamo scritto che il centrocampo della Juve, con tanti mediani marcatori e nessuno a dettare i tempi alla squadra, era incompatibile con gli obiettivi che la società si prefiggeva”.

Ed è per questo motivo che più volte abbiamo scritto che la Juve sapeva vincere più con le giocate dei suoi campioni che con il gioco di squadra”, ribadisce ancora una volta Luciano Moggi.

“E se le magagne, spesso mascherate dai gol di Ronaldo, Morata e Dybala, sono venute a galla tutte assieme è perché nell’occasione soprattutto Ronaldo è stato impercettibile: bisogna solo prevederle prima che le contingenze te le portino a conoscenza, per evitare adesso quanto ebbe a succedere alla Juventus del dopo Platini”.