Chirico: “Suarez, sono senza parole. Pressapochismo organizzativo che male si associa al modello Juve”

79

È un Marcello Chirico “senza parole”, quello che commenta la vicenda Juve-Suarez.

Stavolta il giornalista se la prende con la dirigenza della sua squadra del cuore, la Juventus, rea di aver commesso una sequenza di errori “e pure marchiani: prima l’esaurimento dei posti in rosa per giocatori extracomunitari con l’acquisto dello statunitense McKennie, sprovvisto di doppio passaporto pur giocando in Bundesliga dal 2016, dopodiché l’incaponimento sull’uruguagio che sta a Barcellona, il quale – sebbene con una moglie di origini friulane”.

Il riepilogo dei fatti: “Paratici e Nedved ci si sono buttati a capofitto” per cercare di portare alla Juve prezzi di saldo Suarez, “prenotandogli pure un esame d’italiano presso l’Università di Perugia, ma a poche ore da quel test si sono accorti che i tempi per ottenere poi dal Viminale i documenti necessari per rendere il Pistolero un cittadino comunitario avrebbero superato la data di consegna delle liste Champions alla Uefa, e allora hanno lanciato la spugna”.

“Senza un’alternativa pronta”, constata il giornalista che deve purtroppo ammettere che la juve si è mossa con “una farraginosità ed un pressapochismo organizzativo che male si associano al modello Juve al quale eravamo abituati”.

Possibile che alla Juventus non sapessero, prima di intavolare una trattativa col Barca e col giocatore, che Suarez non disponeva di doppio psssaporto? (A meno che alla Continassa pensassero di ottenere una corsia preferenziale presso il Ministero degli Interni…)”

Ma secondo Chirico, “alla Juve, pur di fare tutto secondo le regole e non offendere il senso civico , hanno rinunciato ad andare avanti e detto ciao a Suarez. Colpevolmente, perché – consci di tutte queste difficoltà burocratiche – non avrebbero dovuto infilarsi fin dall’inizio in questo ginepraio e concentrarsi invece solo su Dzeko. Oppure non acquistare McKennie”, la conclusione del giornalista.