Arrigo Sacchi: “Pirlo è partito con le idee giuste. Ha capito che molti hanno dato tutto”

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L’ex allenatore della Nazionale Italiana Arrigo Sacchi ha parlato dell’avvicendamento dell’allenatore sulla panchina della Juve.

E lo ha fatto ai microfoni de Il Giornale:

Sacchi ammette: “Ho fatto il tifo per Sarri e per la Juve, lo sanno tutti. Ma se Riccardo Muti dovesse lavorare con musicisti di jazz, rock o addirittura di liscio, cosa potrebbe realizzare? Sarri è arrivato alla Juve nel momento sbagliato”.

E ancora: “Non doveva accettare: io glielo dissi subito. C’è un motto nel calcio che fa più o meno così: squadra che vince non si cambia. Errore: squadra che vince si cambia proprio per alimentare motivazioni fortissime”.

Arrigo Sacchi ammette ancora: “Avevo intuito l’epilogo il giorno della presentazione di Pirlo con l’under 23, ma pensavo a una successione nei prossimi 1-2 anni”.

Ho piacere per lui (Andrea Pirlo ndr). Sa benissimo di assumersi un rischio ma chi rischia lavora per il futuro. È partito con le idee giuste: ha capito che molti hanno dato tutto. Vincere usura la testa prima dei muscoli”.

La Juve ha sempre scelto allenatori bravissimi. Prendiamo gli ultimi due, Allegri e Sarri, due tecnici con idee calcistiche diverse e che hanno avuto a disposizione gli stessi giocatori: non andavano bene. Anch’io, ai tempi del Milan, presi Van Basten e Colombo: uno era funzionale all’altro e viceversa”.

Il mister rivela un aneddoto: “Marocchi, incontrato al mare, un giorno mi disse: con quel Milan avete dato coraggio a tutti. Se vinci con merito rimani non solo negli archivi, ma anche nella storia. Una volta Gullit mi disse: nelle partite in cui facciamo fatica a fare gol perché non tiriamo palloni nelle mischie, siamo alti e forti di testa? Risposi: perché se dovesse andar bene una volta, vorreste rifarlo sempre”, racconto Sacchi.