sabato, 25 Maggio 2024

Allegri: “Yildiz e Alex Sandro out contro la Roma”

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Massimiliano Allegri ha parlato  alla vigilia di Roma-Juventus.

Come si avvicina la squadra a questa partita?
“Ci siamo avvicinati bene, poi vediamo domani se riusciremo a tornare alla vittoria. L’ultima in trasferta è stata a Lecce. La Roma è forte, sta facendo benissimo nonostante il ko di giovedì. Poi ha grandi qualità tecniche. Sarà una partita affascinante, ma difficile e complicata”.

Può giocare Weah?
“Ha fatto una buona partita. In questo periodo sta meglio e può giocare. Domani non ci saranno Alex Sandro, che non ha recuperato da un fastidio, e Kenan Yildiz che ha una gastroenterite”.

Come sta McKennie? Rivedremo Cambiaso mezzala?
“McKennie ha fatto un’ottima stagione. Ci sono momenti in cui l’allenatore fa delle scelte diverse. In questo momento ho bisogno di tutti. Davanti, dispiace non avere Yildiz, ma Kean sta meglio, lo stesso Milik dopo il gol di Roma con la Lazio che ci ha dato la finale, è più in fiducia. Sabato col Milan ha fatto bene. C’è bisogno di tutti. Abbiamo 4 partite di campionato e una di Coppa Italia. Anche chi gioca 15 minuti può essere decisivo. Cambiaso può giocare mezzala, esterno, viene dentro al campo. E’ cresciuto molto e può crescere pure di più”.

Sulle parole di Galeone?
“Sono dati di fatto. Nel girone d’andata abbiamo fatto 46 punti, al ritorno non siamo riusciti a fare quanto fatto nel girone d’andata. Ma abbiamo fatto molto peggio. Siamo vicini all’obiettivo, e serve rimanere concentrati. Finché non abbiamo la matematica certezza, serve stare attenti. Il calcio ti dà sempre delle sorprese”.

Sulle parole di De Rossi?
“Ringrazio Daniele. Io poi ho giocato con suo papà nel Livorno, nel 1986. Alberto stava finendo di giocare, è una persona meravigliosa. Daniele ha dato entusiasmo e spensieratezza, nonostante l’ottimo lavoro di Mourinho, nel calcio si dimentica in fretta, ma la Roma ha giocato due finali Europee in due anni. Daniele è giovane, è agli inizi e può fare una bella carriera. Troveremo una Roma che per loro potrebbe essere l’ultima spiaggia. Troveremo una Roma arrabbiata da giovedì, che vuole tornare prepotentemente a combattere per le prime quattro posizioni e servirà una bella partita da parte nostra”.

Quanto si sente Juventino?
“Ormai sono 8 anni più 2 che non ho allenato, sono 10 anni che vivo a Torino. Ho avuto la fortuna di far parte di questa grande famiglia e grande club, che ha un dna unico come altre squadre. Difficilmente cambierà. Può essere modellato, ma non cambiato. Il dna di ogni società va rispettato”.

Sarebbe servita più spensieratezza per fare meglio?
“Il calcio è difficile da spiegare. Quasi impossibile da spiegare. Il calcio va giocato. Ci sono momenti da interpretare, alcuni dove ti vanno bene le cose e altri ti vanno male, giochi partite migliori, magari non riesci a vincerle perché non riesci a far gol, ci sono combinazioni sui giocatori fuori forma o squalificati. Noi per un paio di mesi non abbiamo avuto attaccanti, una volta Milik squalificato, poi Vlahovic. Non pensiamo a ciò che è stato, ma a ciò che dovrà essere. Abbiamo 20 giorni, dobbiamo essere bravi ad accorciare questo tempo. Domani è una bella partita da giocare, in uno stadio meraviglioso, quando è pieno, è bello giocarci. Hanno come organico giocatori forti, come Dybala, El Shaarawy, Pellegrini. Paredes che quest’anno sta facendo bene. Dobbiamo prepararci a fare una bellissima partita”.

Una sfida tra generazioni? Gli juventini a Roma? Un pensiero sul Grande Torino.
“Si ricorda sempre di una squadra che ha fatto la storia del calcio mondiale e dell’epoca. E’ giusto ricordarlo con grande affetto. Huijsen è giovane, avrà un futuro importante. Dybala straordinario a livello tecnico, siamo stati insieme tanti anni insieme tanti anni, anche quest’anno ha dimostrato di essere un giocatore di valore assoluto. Paredes l’anno scorso non ha fatto bene, ma non si discute il valore di un giocatore. Magari in un ambiente non fanno bene, cambiano ambiente e fanno meglio. Ma il suo valore assoluto nessuno l’ha mai messo in dubbio. Ho ancora 56 anni, 57 quest’anno, sono ancora abbastanza giovane per allenare. Come in tutte le cose, c’è chi arriva da sotto, prima o poi qualcuno dovrà allenare le big italiane. Dovrà arrivarci qualcuno da sotto”. 

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