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giovedì, 9 Febbraio 2023

L’agenzia Fitch conferma il rating “B+” per il bond dell’Inter. Tradotto: “titolo spazzatura”

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L’agenzia Fitch non cambia il suo giudizio in merito al bond dell’Inter e ha confermato il rating “B+” con outlook stabile al bond da 415 milioni emesso nel febbraio 2022 da Inter Media and Communications SpA.

Confermato, quindi, il rating del bond dell’Inter a “B+”, che equivale a un giudizio di bond “altamente speculativo” e sui mercati finanziari viene definito “junk bond” o “titolo spazzatura”.

Questo il comunicato dell’agenzia di rating: “Il profilo creditizio consolidato dell’Inter, riflette la stabilità della Serie A all’interno del panorama calcistico europeo e la forza della società a livello internazionale”.

Il recente fallimento dello sponsor principale della maglia nell’effettuare pagamenti in questa stagione ha ridotto la diversità dei ricavi dell’Inter e ha creato una maggiore dipendenza dalle prestazioni in campo e dal supporto degli azionisti durante i prossimi periodi di generazione di flussi di cassa negativi”.

Tuttavia, si legge nella nota “la forza del marchio dovrebbe aiutare l’azienda a trovare un sostituto, a patto che la squadra mantenga il successo sportivo”.

E ancora spiega Fitch: “La diversità delle entrate è diminuita negli ultimi anni, in particolare a causa della scadenza di diversi contratti di sponsorizzazione asiatica e del mancato pagamento dell’attuale sponsor principale della maglia”.

Ciò ha aumentato la dipendenza dalle prestazioni in campo, portando potenzialmente a una maggiore volatilità dei ricavi”, prosegue l’agenzia di rating.

“Le obbligazioni beneficiano del ricorso preferenziale ai ricavi media e ai ricavi commerciali, isolando parzialmente gli investitori da molti dei rischi operativi in corso che sono presenti su base consolidata”.

L’Inter ha registrato un aumento dei ricavi nel FY22 (esclusi i turni contabili a seguito della pandemia nel FY20 e nel FY21) a causa della progressiva normalizzazione dei ricavi di Matchday”.

I ricavi commerciali sono diminuiti, come previsto, a causa del calo dei contratti con gli sponsor asiatici, parzialmente compensati con nuovi contratti. I costi del personale sono diminuiti, nell’ambito di un maggiore sforzo di ristrutturazione del roster, ma non con la rapidità prevista. Di conseguenza, l’EBITDA rettificato (senza il trading dei giocatori) è stato leggermente negativo, sebbene migliore di quanto previsto precedentemente”.

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