spot_img
spot_img
giovedì, 9 Febbraio 2023

Il Pres. dei piccoli azionisti Juve: “Inchiesta? Non sono preoccupato, è una gogna mediatica. Si scuseranno”

Condividi

Il presidente dell’Associazione piccoli azionisti Juventus, Paolo Aicardi, è intervenuto a Tuttosport per commentare l’inchiesta Prisma:

“Innanzitutto, per qualsiasi tipo di società, e a maggior ragione per una società quotata, è un episodio sgradevole, sarebbe stato meglio che non capitasse”, le prime parole del manager.

“Poi, se c’è di mezzo la Juve tutto assume una connotazione mediatica differenza. Terzo punto: il fatto che l’inchiesta sia venuta fuori durante il Mondiale in cui Italia non partecipa ha favorito l’attenzione degli sportivi italiani, dei tifosi e dei media: se la Nazionale fosse stata in Qatar il clamore sarebbe stato diverso”.

E sul processo sportivo: “Non ho letto le 500 pagine della Procura di Torino né le intercettazione, ma le plusvalenze di per sé non sono vietate: alle elementari ci insegnavano che ricavi meno costi uguale guadagno, il guadagno è una plusvalenza ed è un’operazione lecita”.

“O c’è un algoritmo o è una inutile perdita di tempo. Si possono anche contare quante ne sono state fatte di plusvalenze, se con la stessa squadra, ma bisogna dimostrare che alle spalle c’è una manovra truffaldina per mettere a posto i bilanci. E alla fine si torna sempre al nocciolo della questione: la valutazione del giocatore”.

Manovra stipendi: “Siamo nell’ambito dell’interpretazione dei criteri contabili. La Juve dice che ha applicato anche per i bilanci oggetto di indagini i criteri usati in passato, la Consob dice che quei criteri sono sbagliati, la Procura di Torino dice ancora una cosa diversa rispetto a Juve e Consob”.

“Penso che si aprirà una discussione molto lunga, di anni, che arriverà in Cassazione, dove si sfideranno a colpi di perizie e pareri i più importanti esperti del settore, commercialisti, società di revisioni, fiscalisti, ex magistrati contabili, il gotha dell’intellighenzia del settore scenderà in campo sostenendo una o l’altra versione. Alla fine sono in ballo differenza modeste in valore assoluto”.

Paolo Aicardi Approva poi le dimissioni del CdA: “in una situazione del genere erano un atto dovuto. Credo e mi auguro che alla fine ci possa essere un sacco di persone che debbano chiedere scusa. Sono dispiaciuto che il periodo di presidenza di Andrea Agnelli termini in questo modo: sono stati dodici anni incredibili e adesso vengono dimenticati con un battito di ciglia per una questione tecnica”.

Perché proprio la Juev? “la Juve è quotata in Borsa a differenza delle altre società, fa parte di un gruppo di caratura mondiale come Exor, il prossimo anno saranno 100 anni che la famiglia Agnelli ne detiene la proprietà, ha dimensione che nessuno ha nel calcio italiano: se qualcuno inizia a fare inchieste parte da quella più grande…”.

Condividi

Leggi anche

Ultime notizie