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giovedì, 2 Febbraio 2023

Juve, il caso Vrioni conferma l’impossibilità di dimostrare il valore di un giocatore: Per la Procura “acquisto artificiale”, ma il club bianconero ci rimette

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Le accuse rivolte alla Juventus dalla Procura di Torino, ma soprattutto dai media, stanno via via sgretolandosi con il passare dei giorni.

“Il mare magnum di casi portati all’evidenza negli ultimi anni da svariate Procure, per lo più, si è ridotto a innocua pozzanghera”, scrive Tuttosport sulle sue colonne a proposito del tema relativo alle indagini sulle plusvalenze.

Il quotidiano torinese mette in evidenza un esempio lampante di quanto sia effettivamente aleatorio il valore dei tesserini nel calcio.

Nelle carte dei magistrati, è venuto a galla il nome di Giacomo Vrioni, definito dai PM acquisto “artificiale”:

L’attaccante classe 1998, era stato prelevato dalla Sampdoria per 4 milioni di euro in un periodo nel quale il percorso opposto era stato compiuto dai giovani Gerbi, Francofonte e Stoppa.

Il bomber, 19 gol in 30 partite nel massimo campionato austriaco con il WSG Tirol, in estate è stato venduto dalla Juve agli americani del New England (MLS) per 3.7 milioni, praticamente alle stessa cifra di quella messa sotto inchiesta.

Però all’interno di un’operazione unilaterale, senza alcuna supposta compensazione “a specchio” che possa lasciar presagire cosiddette “plusvalenze artificiali”.

Soltanto uno dei tanti esempi pratici – conclude TS – destinati a chiarire, ancora una volta, quanto scivoloso possa essere il terreno per chi pretende di dimostrare che il valore di un giocatore, in un dato momento e in date condizioni, sia errato o, appunto, artificialmente «gonfiato»“.

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