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giovedì, 9 Febbraio 2023

Il giudice Calabrò: “Non è come dicono i giornali. Le intercettazioni sono fumo. Arduo dimostrare falso in bilancio. Sanzioni serie? Non si pone nemmeno il problema”

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Si susseguono i pareri su quanto è successo alla Juventus, vittima dell’inchiesta condotta dalla Procure di Torino sul caso plusvalenze e sulla manovra stipendi:

A dire la sua sulla questione è stavolta il giudice Piero Calabrò che è intervenuto ai microfoni di Radio Bianconera, nel corso de ‘La Juve in gol’:

Le inchieste non si fanno quotidianamente come pare essere sui giornali. La procura ha depositato gli atti, che sono a disposizione dei difensori e da quel momento l’attività di indagine può considerarsi conclusa”, spiega subito il giudice.

Un giudice, poi, deciderà se gli imputati sono da rinviare a giudizio o da archiviare. Dal mese di ottobre non è più successo nulla, ma i giornali pubblicando stralci di intercettazioni, fanno apparire che ogni giorno emerga qualcosa di diverso, ma non è così”.

L’esperto del tribunale spiega ancora che “le difese hanno già depositato delle memorie di risposta, ma la vera risposta sarà l’udienza davanti al giudice”.

Calabrò poi ricorda che “un anno e mezzo fa quando ci fu l’inchiesta a Perugia, sui giornali si leggevano diverse notizie, e in quella fase il giudice incaricato di fare provvedimenti cautelari, respinse le accuse e non concesse nessun tipo di misura cautelare”.

Quando si ha a che fare con la giustizia, non bisogna fare anticipazioni al solo scopo di sollecitare l’odio di qualche tifoso nei confronti della squadra più amata e più odiata d’Italia”.

Le intercettazioni sono fumo, si usano per supportare altre prove, ma la prova vera delle plusvalenze, se un processo penale volesse essere imbastito, si dovrebbe dimostrare che c’è un criterio oggettivo e sicuro adottato da tutti per valutare i giocatori nel momento in cui si fanno gli scambi”.

Poi il monito: “Finché non ci saranno parametri assoluti e definitivi, dimostrare un falso in bilancio attraverso le plusvalenze mi sembra arduo”.

L’altro discorso, quello che riguarda le manovre stipendi, è suscettibile di diverse interpretazioni. L’accusa è che il pagamento di queste mensilità a cui la Juve aveva chiesto ai giocatori di rinunciare, sono state differite in anni e quindi in bilanci successivi”.

Il giudice bacchetta i media: “Il mondo delle informazioni deve imparare a non “rovinare” le persone e la loro vita con pubblicazioni di stralci di intercettazioni che magari niente hanno a che vedere con il vero nucleo del processo penale”.

“Uno stralcio, spesso, non rivela la verità. Fare informazione vuol dire dare alla gente i parametri per potersi creare un’opinione. Per ciò che riguarda la giustizia sportiva, non si ripeterà quanto è accaduto nel 2006. Esiste un codice della giustizia sportiva, e l’unica sanzione più seria per la Juventus si verificherebbe nel caso in cui con questi falso in bilancio, la Juve abbia ottenuto l’iscrizione al campionato, quando in caso contrario non l’avrebbe ottenuta, ma non è questo il caso, quindi non si pone il problema”.

Penso che il processo penale durerà abbastanza, ci sono tre gradi di giudizio. Dal punto di vista sportivo, oggi il club è attrezzato e non sarà facile fare quello che è stato fatto nel 2006″.

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