lunedì, 26 Febbraio 2024

Inchiesta stipendi Juve, l’avv. Chiacchio: “Sorpreso da tanto clamore per una pratica lecita e diffusa. Accuse infondate”

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L’avvocato Eduardo Chiacchio, massimo esperto che opera da 40 anni nel campo del diritto sportivo e da oltre 20 anni nei processi per illeciti amministrativi, ha detto con fermezza la sua sulla “manovra stipendi” per cui la Juve è indagata dalla Procura di Torino:

“Io sono rimasto sorpreso in merito al clamore che c’è stato. Nelle categorie inferiori tantissimi club per diverse ragioni chiudono accordi con i calciatori per non corrispondere tutte le mensilità davanti ai soggetti preposti, ovvero il sindacato“, le prime battute del principe del foro.

A volte conviene anche ai tesserati che comprendendo la difficoltà del momento e magari ottengono il prolungamento del contratto in cambio, è una libera trattazione”.

Nello specifico, ha spiegato Chiacchio, “questi fatti avvenuti anche nella Juventus sono stati oggetto di valutazioni negative da parte di molti ma in modo infondato: si tratta di attività lecite e diffuse e non illegali dal punto di vista amministrativo”.

Sia chiaro! In relazione alle scritture private rinvenute occorre valutare se esiste qualcosa di doloso, solo allora la situazione potrebbe cambiare”, ha chiarito l’avvocato.

E ancora: “Tra l’altro sono stati tantissimi i club che si sono comportati così durante il periodo emergenziale pandemico. Ma dico di più. Ci sono state società in Serie C e B difese dal sottoscritto che nel collegio arbitrale hanno ottenuto di non pagare 30 o 45 giorni ai giocatori che non avevano accettato la riduzione dei compensi pur non avendo giocato perché i campionati non si potevano disputare per via della pandemia”.

“In teoria la Juventus o un’altra società di massima divisione avrebbe potuto agire in quella sede, invece ha preferito trovare un accordo con i diversi tesserati”.

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