domenica, 2 Ottobre 2022

La figura di Fabrizio Ravanelli

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Il calcio è una delle passioni più diffuse in Italia. Fin da bambini si fa il tifo per una determinata squadra, poi crescendo è normale  cercare le varie offerte promozionali sullo sport e appassionarsi magari ad un determinato campione, anche se indossa la maglietta di un club diverso dal nostro.

Senza dubbio uno dei protagonisti del calcio anni 90’ è stato Fabrizio Ravanelli, attaccante vero con il fiuto del gol, sempre pronto a punire le difese avversarie ogni volta che gli veniva concessa un’occasione.

Nel corso della sua carriera ha fatto esultare molto spesso i tifosi di Juventus, società con la quale ha vinto numerosi titoli, da ricordare i trofei internazionali della Coppa UEFA  stagione 1992-1993  e l’ultima Champions League a tinte bianconere datata 1996.

In Italia ha militato anche tra le file di Perugia, Lazio, Reggiana e Avellino prima di provare alcune esperienze all’estero con Middlesbrough, Dundee e Marsiglia. È stato uno dei candidati al Pallone d’oro in due diverse edizioni della manifestazione.

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo ha avuto una breve storia di allenatore. Attualmente lo possiamo trovare come opinionista sportivo nelle varie trasmissioni, nelle quali dimostra la sua conoscenza a 360 gradi del gioco del calcio.

Dalla Serie C alla lista del Pallone d’Oro

Ravanelli è nato a Perugia e proprio con i grifoni umbri ha iniziato il suo percorso da giocatore professionista.

Cresciuto nelle giovanili della squadra della sua città riesce a completare tutta la trafila necessaria per esordire con la prima squadra, con la sua prima presenza nella stagione 1986-1987, in quel momento il club iscritto al campionato di serie C2. Fin da subito ottiene la fiducia del mister e la stagione successiva diventa inevitabilmente  uno dei titolari. Questa scelta si rivelerà vincente dato che la squadra esalta le sue caratteristiche e Ravanelli s’impone come capocannoniere del campionato, riuscendo a dare un apporto fondamentale per la conquista della promozione in Serie C1. Nel 1989, viene scelto all’Avellino in Serie B, ma l’avvio non è dei migliori così viene mandato in prestito alla Casertana, tornando perciò in Serie C1.

La società dichiara di non aver fiducia nelle sue qualità e così nel settembre del 1990 viene ceduto alla Reggiana, squadra rivale proprio dei campani.

Ravanelli dimostra che non è un problema di categoria, rendendosi protagonista di due buoni campionati in Serie B.

Gli anni alla Juventus

La Juventus prova a portarlo a Torino già sul finire del 1991, ma le due società non riescono a trovare un accordo. Il giocatore rimane scottato dalla vicenda e le sue prestazioni sul campo ne risentono, inoltre a causa di questa questione scende l’apprezzamento dei tifosi nei suoi confronti.

Firmerà con i bianconeri, squadra per cui ha sempre fatto il tifo, nel 1992 e anche se la concorrenza in attacco è agguerrita riuscirà comunque a trovare un po’ di spazio, segnando reti importanti.

L’arrivo di Marcello Lippi segna la svolta. Il mister campione del mondo nel 2006 con la nazionale italiana, sceglie di schierare un attacco a tre punte, modulo nel quale Ravanelli diventa imprescindibile.

A fine stagione può festeggiare insieme ai compagni la vittoria di Scudetto e Coppa Italia, con il rimpianto di essere stati sconfitti in Coppa Uefa, in un derby tutto italiano, dal Parma.

In quella che sarà la sua ultima stagione a Torino ha l’onore di indossare la fascia di capitano e di vincere la Champions League, ma proprio dopo questa vittoria è successo qualcosa di particolare con le due parti che hanno deciso di separarsi.

Il finale di carriera

Il giocatore dopo qualche perplessità decide di volare in Inghilterra firmando con il Middlesbrough.  La stagione del 1996-1997 rimane particolare perché se da una parte raggiunge le finali di coppa nazionale dall’altra retrocede, nonostante le reti di Ravanelli ( 16 in 33 partite). L’attaccante per non essere escluso dalla nazionale decide di giocare in un campionato più competitivo trasferendosi al Marsiglia, società con la quale collezionerà 84 presenze.

Nel gennaio del 1999 torna in Italia, sponda Lazio, ma non è uno dei titolari, ormai la sua carriera si sta avviando al termine. Prima di smettere ritorna in Gran Bretagna, al derby County e poi va al Dundee United.

Disputerà la sua ultima partita nella stagione 2004 -2005, a 36 anni, indossando la maglia del Perugia, lì dove tutto era cominciato per un senso di riconoscenze onorando così una promessa fatta al padre scomparso.

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