venerdì, 28 Gennaio 2022

Andrea Bosco: “Procura di Torino, assidua nell’esibirsi sulla Juve. Ma c’è un precedente: Anni fa coinvolte Inter e Milan e finì a tarallucci e vino”

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Andrea Bosco, giornalista e scrittore juventino analizza il particolare momento che sta vivendo la Juventus.

Lo scrittore elenca gli errori commessi dalla dirigenza bianconera tra i quali spicca quello relativo alle plusvalenze:

La procura di Torino, assidua nell’esibirsi sulla Juve (Guariniello, chi era costui?) avrebbe un dossier inequivocabile. Peccato che la materia sia il sesso degli angeli. Non mi nascondo dietro ad un dito: affari come Pjanic-Arthur, o Spinazzola- Pellegrini, o Romero, o Kulusevski, qualche perplessità l’avevano suscitata. Ma non è certo una procura che può stabilire il valore di un giocatore. Diverso sarà se la procura documenterà un falso in bilancio”.

Cosa rischia la Juventus? “In caso di “falso“ accertato”, una salata multa. Forse (come il Chievo) la penalizzazione di alcuni punti in classifica. Forse (in caso il reato – se accertato – si dovesse rivelare grave) la non iscrizione al campionato. In ballo, secondo la procura di Torino, ci sarebbero centinaia di milioni di euro. Ma c’è un ma: anzi un precedente. Una vicenda che vide anni fa coinvolte Inter e Milan, finita a tarallucci e vino”.

Una cosa è certa secondo il giornalista: “Già spira il vento conosciuto e giacobino del “sentire popolare“ (con la grande “meretrice“ condannata, ancora prima di venire processata ), la Federazione non può permettersi di ritrovarsi catapultata nel tempo: indietro nel 2006. Per tante ragioni. Che dovrebbero indurre Gravina ad accelerare sulle riforme”. 

Personalmente – ammette Andrea Bosco –  se la Juve risulterà colpevole sarò il primo a chiedere esemplari sanzioni. Ma vige ancora in questo paese (almeno dovrebbe) la presunzione di innocenza. Al pari (almeno dovrebbe) del segreto istruttorio. Viva la procura di Torino che vuole vederci chiaro sulle vicende della Juve. Ma se un “non indagato“ come Cherubini, viene torchiato per nove ore in procura (come solitamente accade ai mafiosi), qualche cosa non va”.

Nove scudetti di fila sono stati una grande abbuffata che ha lasciato affamati troppi pretendenti al desco. Ma Gravina Gabriele, che avrà tutta la mia solidarietà per le (eventuali) decisioni che dovrà prendere, non si faccia incastrare. Il calcio italiano (“piaccia o non piaccia“) non può rinunciare alla Juve”.

Infine: “Ora, meno che mai. Una Juve nella bufera mediatica può perdere (come sta accadendo) appeal. Ma resta la Juve, con i suoi milioni di tifosi nel mondo. Che vanno negli stadi, comprano i giornali, si abbonano alle televisioni. Pare che qualcuno stia accarezzando l’idea di replicare un passato fatto di “imballaggi“ . Quelli che – per dirla con Jannacci – tirano la prima pietra.. E poi la seconda e anche la terza. E dopo? Anche la quarta e la quinta. Già accaduto.

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