Caso Bonucci-pullman, il retroscena inchioda il prefetto di Roma: “Contattati dalla FIGC post Spagna. La polizia sapeva”

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Dopo che Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini sono finiti nella bufera per le presunte pressioni al fine di ottenere l’autorizzazione ad usare il pullman scoperto per attraversare Roma e festeggiare la vittoria di Euro2020, spuntano ora nuove indiscrezioni che smentiscono le parole accusatorie del Prefetto di Roma nei confronti dei due bianconeri

Un’importante testimonianza da parte della società che ha messo a disposizione il pullman scoperto per la Nazionale: la Big Bus Tours.

Ebbene la società di noleggio Bus, raggiunta dai microfoni del Corriere della Sera, ha riferito di contatti presi con la FIGC, subito dopo la vittoria della Nazionale Italiana contro la Spagna in semifinale:

“Dopo quella partita ci hanno contattato, dicendoci che tra le varie ipotesi sul tavolo, in caso di trionfo con l’Inghilterra, c’era anche questa”.

Così abbiamo messo a disposizione uno dei nostri mezzi e ci siamo accordati su come operare. Lunedì, abbiamo ricevuto una chiamata dalla Federazione intorno alle 16.30 con la quale ci veniva chiesto di muoverci dal deposito verso il centro della città. Solo dopo, quando eravamo ormai lungo la strada, ci hanno chiamato una seconda volta e ci hanno comunicato di andare verso Palazzo Chigi”.

Spuntano inoltre ulteriori dettagli da una fonte interna (anonima) alla Big Bus Tours, secondo la quale le autorità erano a conoscenza di quanto stava avvenendo.

Le forze di polizia – racconta la fonte – ci hanno aiutato a passare tra la folla, evidentemente erano state avvisate altrimenti ci avrebbero bloccato. Una volta giunti fin lì (in Piazza Colonna, ndr), eravamo certi che i giocatori sarebbero saliti, nessuno ci sembrava si ponesse più il problema”.

E ancora, racconta: “La decisione era sicuramente già stata presa prima, nel momento in cui ci hanno avvisato di lasciare il deposito per raggiungere centro città”.

“Eravamo un pochino preoccupati per la folla, la polizia però sapeva esattamente cosa dovevamo fare. Ci hanno comunicato quali strade avremmo attraversato e questo ci ha tranquillizzato, tanto è vero che non ci sono stati problemi di ordine pubblico”.