Luciano Moggi: “Differenze tra la mia Juve e quella di oggi? La mia avrebbe vinto con almeno 30 punti di vantaggio”

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L’ex dirigente della Juventus, Luciano Moggi, nel corso di un’intervista a transfermarketweb ha commentato il ritorno, a distanza di due anni, di Massimiliano Allegri sulla panchina dei bianconeri.

Massimiliano Allegri è una certezza ha dichiarato Moggi “solo che dovrà lavorare un po’ di più rispetto a due anni fa. Massimiliano è molto bravo nel suo lavoro. Adesso sarà più coinvolto in prima persona e avrà più poteri decisionali. L’addio di Fabio Paratici è una grave perdita, ma credo non andassero d’accordo. Il divorzio, probabilmente, fu proprio per quel motivo, ha aggiunto l’ex dirigente juventino.

In merito all’esonero di Andrea Pirlo, Moggi ha dichiarato: “Sono contro il cambiamento, per me non è una cosa positiva ricominciare ogni anno. Non ero d’accordo due anni fa quando la Juve decise di cambiare l’allenatore”.

Molte le decisioni che Allegri dovrà prendere, tra tutte la permanenza di alcuni giocatori. Dybala deve restare alla Juve, ha commentato Moggi, che ha poi aggiunto “è un campione che può ancora continuare il suo ciclo. Lo penso anche di Morata, però bisognerebbe conoscere qual è il pensiero dello spogliatoio. Ronaldo non lo avrei preso tre anni fa, non per le sue qualità ma perché è un accentratore. Per una squadra che cerca di giocare con il collettivo, diventa un problema. Se guardiamo i gol fatti dalla Juventus, leggiamo che le cifre sono inferiori rispetto agli anni passati. Se ti domandi il perché, lo capisci: tutti i palloni arrivavano a Ronaldo, così viene meno il gioco di squadra e la possibilità degli altri giocatori di segnare. Lo dicono i numeri, non Luciano Moggi”.

Sulle differenze tra questa Juve e quella di vent’anni fa, Moggi ha risposto: “Tra questa squadra e la mia Juventus c’è una netta differenza: la mia avrebbe vinto con almeno 30 punti di vantaggio. Non ci può essere un paragone, tutti i reparti erano perfetti”.