Marchisio: “Quando guardo la Juve non posso che sorridere. Anche quando perde, guardo quella maglia e so cosa vuol dire”

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L’ex centrocampista bianconero Claudio Marchisio nel corso di un’intervista a Cronache di Spogliatoio ha parlato del suo passato alla Juventus e di come vive oggi le sfide dei bianconeri:

“Lo sto vivendo tutt’ora, ma con qualche mal di pancia in più – ha rivelato Marchisio -. La guardo in tv, nemmeno dallo stadio, ma sempre con la passione che avevo da giocatore. Vederla da fuori, certi momenti, soprattutto quest’anno con intoppi e qualche sconfitta pesante, da fuori non è facile reggere. Mentre in spogliatoio la vivevi, la scaricavi in campo, ora è diverso. La vivo come tutti i tifosi. La pandemia mi ha aiutato a staccare dalla carriera professionistica, i primi mesi ero pronto e deciso, poi cercavo sempre il campo, anche quando giravo in macchina”.

Marchisio ha poi raccontato della sua passione per la Juve da bambino: “Fai il tuo percorso da bambino, con sogno e squadra del cuore. Ascoltavo Del Piero in tv ed ero bambino. Devi andare a prendere alcuni idoli e ascoltarli. È fondamentale, io sono cresciuto così. Poi raggiungi il sogno e sembra incredibile. Finché non ci arrivi non ci credi, lo vedi con tutti i ragazzi che hanno talento e poi si perdono per mille motivi, invece tu ce la fai. Quando sei lì devi contare che ci sono già tanti anni di sacrifici con la tua squadra, mai un weekend libero, con gli amici, quindi quando lo raggiungi anche se hai l’opportunità di fare un salto diverso ti senti attaccato alla squadra, perché l’hai conquistato e non vuoi più lasciarlo“.

“Ci sono stati anni in cui potevo andare via, – ha ricordato Marchisio -, soprattutto i due anni del 7° posto, la Juve era in difficoltà e le squadre straniere mi cercavano. Ed erano stati anni pesanti. Io non avevo ancora vinto nulla, ma c’era gente come Nedved, Buffon, Del Piero che avevano vinto tutto e all’arrivare settimi avevano dei mal di pancia terribili. E anche io. A un certo punto non nascondo che il mio pensiero era vincere, solo quello, per fortuna l’anno dopo abbiamo iniziato a farlo. Sono arrivate altre proposte, ma stavo realizzando il mio grande sogno e ne sono orgoglioso. Quando guardo la Juve non posso che sorridere. Anche quando perde, guardo quella maglia, penso a ciò che è stato, so cosa vuol dire e sorrido per quello che mi ha regalato“.

“I 7 scudetti sono una piccola parte in una grande storia – ha continuato il Principino -. Anche se fosse stato 1, sarei stato felice. Quando abbiamo iniziato questo percorso non ci aspettavamo questi risultati. C’è tanto dentro, non sono solo i trofei, ma le partite, i gruppi, le rimonte. Il bello di rivedere le foto di fine anno, nella festa, è che quei sorrisi ti ricordano tutto quello che c’è stato ed è liberatorio”.

Marchisio ha poi commentato quello che è il tallone d’Achille della squadra bianconera: “Non so il perché nella Juve, in un ciclo così vincente, non sia mai arrivata una Champions. Non me lo spiegherò mai. A livello statistico, nei grandi cicli nella storia italiana ed europea una Champions sarebbe arrivata. C’è grande rammarico, però purtroppo è così”.

Sullo scudetto, che quest’anno potrebbe non arrivare vista l’attuale classifica, Marchisio ha commentato: “Dopo 9 anni che vince, un anno di passaggio ci sta. Non è una stagione fallimentare, la Juve è sempre lì. Dopo tutte queste vittorie e trofei, pensare a un anno senza nulla o con poco può sembrare più strano”.