Mercato, Fabio Paratici: “Non abbiamo fretta di fare nulla”

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In occasione della sfida Inter-Juventus il direttore sportivo dei bianconeri Fabio Paratici ha commentato il rapporto con Antonio Conte, oggi alla guida della panchina rivale:

“È un grande allenatore, ha fatto la storia della Juve, prima da calciatore e poi da allenatore. Ha vinto 3 scudetti, per il quale posso personalmente ringraziarlo, ci ha dato una grandissima mano, è stato fondamentale. Gli vogliamo bene come allenatore, come persona, perché è stato con noi tre anni, sono stati tre anni fantastici, adesso è l’allenatore dell’Inter, quindi per forza di cose noi cerchiamo di fare il meglio per noi e lui cercherà di fare il meglio per l’Inter”.

Paratici ha continuato parlando di un altro grande ex, Vidal: “Beh, Vidal è un grandissimo giocatore ed è una persona che ha dato tanto alla Juve. Come Conte lo è stato da allenatore, Vidal lo è stato da calciatore, ma poi le stagioni passano, si va avanti, ognuno prende la sua strada, ci si vuole bene perché Arturo è rimasto comunque un personaggio importante nella storia della Juventus, ma nello stesso tempo, lui farà il massimo per l’Inter e i nostri giocatori faranno il massimo per la Juve“.

In merito al trasferimento ormai prossimo di Mario Mandzukic al Milan, Paratici ha commentato: “Sono contento per Mario perché ritorna al livello che gli compete. Aveva fatto una scelta di vita per il Qatar, ma è uno molto competitivo e sapevo in cuor mio che sarebbe tornato a giocare in campionati europei importanti”.

Paratici ha poi concluso con un accenno al mercato: “In questo momento aspettiamo e pensiamo di avere una rosa competitiva, quindi non abbiamo fretta di fare nulla.

Poi stasera mi avete parlato di Conte, di Vidal, di Mandzukic, mi sento vecchio… sono undici anni che sono qui e sto cominciando a pensare che sono passati tanti grandi allenatori, tanti grandi calciatori, che come Juventus ringrazio tanto perché hanno dato tantissimo, poi la vita va avanti e si cerca sempre di fare meglio, di cambiare, perché a un certo punto tutto passa, ha concluso Paratici.