Paratici: “Morata sempre stato soluzione A”. Sul rinnovo Dybala: “C’è la volontà chiara di arrivare ad una felice soluzione”

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Il direttore della Juventus Fabio Paratici in occasione della partita Juventus-Verona ai microfoni di SkySport ha commentato anche la trattativa per il rinnovo del contratto di Paulo Dybala.

Le parole di Paratici:

“C’è la volontà chiara da parte della Juve, da parte anche del giocatore, stiamo parlando anche proficuamente. Logicamente questo è un momento molto particolare per tutti. Tra l’altro negli ultimi 20 giorni siamo stati 15 giorni chiusi in isolamento fiduciario in hotel, quindi non potevamo incontrare nessuno, però stiamo parlando sempre e continueremo a parlare per cercare di arrivare a una felice soluzione per tutti”.

Paratici ha poi commentato l’arrivo di Alvaro Morata:

Morata è sempre stata una soluzione A, iniziale, non c’era l’apertura dell’Atletico Madrid alla soluzione. Ci siamo mossi su altri calciatori, ma quando c’è stata la possibilità siamo tornati al piano A e siamo riusciti a prenderlo.
Era lui la prima opzione, con Dzeko? Nel mercato bisogna essere sempre molto elastici perché la prima idea non è sempre quella che riesci a portare a termine. Alvaro lo conoscevamo bene, come ragazzo e giocatore, era il primo tentativo fatto. L’Atletico non apriva, poi ci siamo tornati”.

In merito alla critiche rivolte ad alcuni calciatori, Paratici ha risposto:

I giocatori sono persone come noi. Ramsey ha avuto difficoltà ad inizio stagione l’anno scorso per motivi oggettivi, un infortunio lungo quando è arrivato, un nuovo campionato, una nuova squadra, un nuovo gioco, quindi ha avuto un momento di adattamento. Come Rabiot, adesso è un anno che è qui ed è più abituato qua, a tutto.

Anche tanti grandi campioni in Serie A hanno avuto difficoltà nei primi mesi, quindi è tutto normale. Poi le aspettative portano ad avere poca pazienza, invece per noi ci deve essere molta coerenza. Se prendiamo un giocatore lo seguiamo da mesi o anni, quindi conosciamo bene caratteristiche, carattere, com’è, poi dobbiamo supportarlo se ha delle difficoltà“.