Calciopoli, a 9 anni dalla prescrizione dei reati dell’Inter, tornano attuali le parole di Moggi a Moratti: “Presidente non parli più di truffa, perché la truffa l’ha subita la Juventus”

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Nel giorno in cui cui ricorre l’anniversario della prescrizione (18 luglio 20111) grazie alla quale l’Inter viene salvata dalla scandalo di Calciopoli,perchè per il procuratore federale Stefano Palazzi, infatti, la società nerazzurra e l’allora presidente Giacinto Facchetti erano colpevoli di illecito sportivo relativamente all’inchiesta su “Calciopoli bis”, quella dei fatti del 2006, emersi dalle intercettazioni portate alla luce durante il processo penale di Napoli, tornano d’attualità le parole pronunciate da Luciano Moggi (su Facebook) nei confronti di Massimo Moratti.

Ciò nonostante l’Inter continua ad esibire in bacheca lo scudetto cosiddetto di cartone depredato alla Juventus.

La risposta dell’ex dg bianconero Luciano Moggi a Moratti è tombale, e ha ricordato la sentenza della corte d’appello che dice che Facchetti faceva lobbying con gli arbitri.

L’ex presidente dell’Inter Moratti qualche giorno fa è tornato a parlare dello scudetto cosiddetto “di cartone”, assegnato alla sua squadra pur essendo finita terza in classifica, perché nel campionato era stata scoperta una truffa (lui dice).

Spiega Moggi: “Il tribunale sportivo, a fine processo, così sentenziò: «Campionato regolare, nessuna partita alterata». Quindi JUVENTUS ESENTE DA REATI DI CUI ALL’ART.6″.

E ancora: “Il Tribunale di Milano, che successivamente addirittura sentenziò che il Presidente dell’Inter di quel tempo faceva «lobbing con gli arbitri», mentre il Procuratore della Federazione asseriva che «l’Inter era la società che rischiava più di tutte per il comportamento illegale del suo Presidente Facchetti»”.

Moggi ha ricordato anche che di 30 arbitri indagati, 29 sono stati assolti e uno condannato a 10 mesi per cose che non riguardavano la Juve – non restava altro che creare, nell’immaginazione popolare, il morto e l’assassino che, con la pistola in pugno, minacciava tutti e tutto perchè fosse fatto soltanto quello che interessava a lui (da qui il detto che “Moggi comandava il calcio”) perché altrimenti non si sarebbe potuto parlare di “consumazione anticipata”, non esistendo nessuno dei reati ipotizzati.

“In aggiunta a quanto sopra potrei chiedere a Moratti di dare risposte anche a quanto gli sottopongo qui di seguito:
– Come spiega che Auricchio abbia detto “a noi l’Inter non interessa” al giudice di linea (Cammarota) che voleva denunciare il comportamento della società nerazzurra? Ai malpensanti potrebbe nascere il dubbio che l’abbia detto in virtù di un’amicizia che portò Lei alla presentazione di un libro assieme al duo Auricchio-Narducci?
– Cosa potrebbe dirci sul passaporto falso di Recoba, che fece incriminare il suo direttore dalla giustizia ordinaria ?
– Cosa ci dice dei contatti e delle promesse, tramite Facchetti, di regali (al designatore Bergamo) e lavoro ad arbitri in attività, come Nucini, a cui Facchetti disse che sarebbe stato il suo cavallo di TROIA per scoprire le malefatte altrui?
– E delle plusvalenze fittizie?
– Dello spionaggio industriale?
– E di Facchetti, quando va nello spogliatoio dell’arbitro Bertini e gli chiede di fargli vincere la semifinale di Coppa Italia Cagliari Inter?”

Infine “Presidente, un consiglio che mi sento di darle: si tenga pure quello scudetto, ma non si faccia tirar dentro da chi ha bisogno di titoli nei giornali. E non parli più di TRUFFA, perché la truffa l’ha subita la Juventus”.