mercoledì, 24 Aprile 2024

Scandalo AIA, messaggio calcio scommesse a Rapuano prima di Empoli-Inter finisce male: La ricostruzione dell’accaduto

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Antonio Rapuano, arbitro di Serie A, ha deciso di denunciare il comportamento del responsabile dei fisioterapisti AIA, Claudio Defina, in seguito a un messaggio relativo al calcio scommesse prima del match di Serie A, Empoli-Inter.

A ricostruire tutta la vicenda è Fanpage: Tutto comincia con Defina che avrebbe inviato a Rapuano il seguente messaggio via Whatsapp e Telegram:

“Sai, con un mio amico ogni tanto faccio la bolletta scommettendo sulle ammonizioni degli arbitri. Sentiamoci su Telegram”.

Nella nota del Tribunale si legge che con questo messaggio Defina dava “in tal modo a far intendere al proprio interlocutore di voler conoscere anticipatamente il numero di ammonizioni che lo stesso avrebbe comminato durante lo svolgimento della gara che in serata avrebbe dovuto dirigere (pensando evidentemente di riuscire in tal modo ad assumere informazioni utili al fine di poter giocare una “bolletta” vincente sull’evento sportivo che di lì a qualche ora si sarebbe svolto)”.

Rapuano ha preso male le parole di Defina e ha subito reagito con un ‘che caxxo stai dicendo‘ interrompendo la conversazione, bloccando in entrata il numero di telefono del Defina stesso e avvisando da subito dell’occorso, tanto, il Responsabile CAN AB G. Rocchi, quanto, l’AE D. Orsato quale Rappresentante degli Arbitri in attività.

Rapuano ha dunque contattato il designatore arbitrale Rocchi, per segnalare il comportamento di Defina, attivando così la Procura Federale: “Gianluca, Come anticipato telefonicamente, ho appena ricevuto una chiamata da Defina Claudio (responsabile fino allo scorso anno dei fisioterapisti ); mi ha contattato tramite whatsapp chiedendomi se potevo chiamarlo su telegram. Rifiutando la sua richiesta mi pronunciava le seguenti parole: sai io con un mio amico ogni tanto faccio la bolletta scommettendo sulle ammonizioni degli arbitri. A quel punto urlandogli prima come cazzo sei messo, gli ho chiuso il telefono in faccia bloccandolo. Rapuano Antonio”.

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Defina ascoltato in Procura, si è difeso così: “la mia idea era di valutare la possibilità di realizzare una app per creare probabilità nelle scommesse per il mondo degli arbitri, in particolare per quanto riguarda le ammonizioni. Quindi contattavo Rapuano e gli comunicavo via whatsapp di poterci sentire su Telegram solo perché sapendo che si parlava di scommesse per evitare fraintendimenti ritenevo che fosse meglio per lui sentirsi su una chat più sicura ma il fine era esclusivamente di chiedere se esisteva un sito affidabile per poter acquisire numeri e statistiche relative alle ammonizioni degli arbitri, purtroppo non sono riuscito a spiegare questo concetto”.

La Procura Federale non ha ritenuto idonee le giustificazioni di Defina e ha rilasciato il seguente comunicato:

“la tesi giustificativa offerta dal sig. Defina non ha alcuna credibilità alla luce della circostanza che il medesimo aveva chiesto, via whatsapp, all’AE sig. Rapuano di utilizzare “Telegram” specificandone la ragione con le seguenti parole:” Ci sei caro? Posso chiamarti? Sei in tranquillità? 5 minuti una cosa importante ” (screenshot in atti). Non si comprende davvero cosa possa esserci di così riservato e urgente, da definire in cinque minuti poche ore prima della partita Inter – Empoli, nel chiedere all’AE sig. Rapuano se esista “un sito affidabile per poter acquisire numeri e statistiche relative alle ammonizioni degli arbitri”.

Per questo il Collegio ritiene che “il comportamento dell’AA sig. Defina, per come dianzi evidenziato, sia da censurare sia sotto il profilo dell’equivocità, con riferimento alle tematiche trattate, che sotto quello della tempestività, ossia a poche ore dall’inizio di una delicata gara di campionato, e integri la violazione delle norme sopra citate anche in considerazione del fatto che il deferito è un appartenente al settore arbitrale che quindi ben dovrebbe conoscere, e rispettare, i precetti normativi, tanto generali che settoriali, e le norme deontologiche. Anche a voler ritenere che il sig. Defina volesse effettivamente conoscere quante ammonizioni avrebbe fatto il sig. Rapuano durante la gara per poi effettuare una puntata illecita, non ci sarebbe stata la violazione del divieto (di scommesse, ndr) fintantoché non ci fosse stata la scommessa effettiva”. Da qui la decisione di “irrogare la sanzione di cui in dispositivo in considerazione della gravità della condotta equivoca, intempestiva e inopportuna, posta in essere dal deferito”.

Defina verrà poi squalificato per 12 mesi.

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