mercoledì, 19 Giugno 2024

Plusvalenze Juve, l’avvocato Camera: “Nel verdetto violati tutti i principi costituzionali! Il diritto non può avere una maglia”

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L’avvocato cassazionista del foro milanese ed esperto di diritto penale nonché presidente dell’associazione “Italia, Stato di Diritto”, Guido Camera, dopo avere organizzato il webinar “Juve -15 il diritto non indossa maglie”, ha ribadito la sua posizione in merito all’inchiesta che ha coinvolto il club bianconero:

Di solito contrattiamo argomenti sportivi, ma credo che questa sentenza meriti l’attenzione di un’associazione come la nostra, perché qualunque contenzioso che riguardi beni importanti sotto il profilo economico e così rilevanti per milioni di persone, debba rispettare i principi di uno Stato di Diritto, anche in ambito di giustizia sportiva, che non può sfuggire alle regole del giusto processo”.

Camera ribadisce di aver letto le conclusioni del ricorso con attenzione: “Credo che ci siano molti temi forti. Quello sulla sanzione è eclatante, per spiegarmi in modo molto semplice: come si fa a infliggere 15 punti di penalizzazione quando esiste una norma specifica, mi riferisco all’articolo 31, per la quale il legislatore ha previsto solo una multa”.

“E nell’utilizzo dell’articolo 4, non corretto, c’è comunque una sproporzione che non rispetta il principio di equità della pena, che deve essere garantito tanto quanto quello dell’afflittività. Il giudice non può andare oltre il legislatore e farlo con una penalizzazione così pesante”.

Ma c’è dell’altro: In un caso di revocazione non può essere cambiato lo scenario, cosa che qui è avvenuta, oltretutto non consentendo alla Juventus di difendersi sulla base dei nuovi articoli che le venivano contestati. Qui si violano i principi costituzionali del giusto processo che sono ampiamente garantiti anche nella giustizia sportiva”.

E poi: “Nella sentenza con la quale la Corte d’Appello Federale assolveva tutti i deferiti dalla procura federale, si sottolineava come non esistessero norme né criteri per punire la condotta”.

“Cioè non c’era una norma sulle plusvalenze, né un criterio per calcolare l’eventuale supervalutazione dei giocatori. Cosa è cambiato? Nulla. Siamo ancora senza norma e senza criterio. Quindi il punto di caduta giuridico non esiste. Non ci può essere una violazione di un principio generico, dimenticando il punto di caduta giuridico. E non può rappresentare una violazione il reiterare una condotta lecita e non vietata da una legge”.

C’è da tenere conto del clima in cui dovrà operare il Collegio di Garanzia, un clima di grande pressione, con una grande aspettativa di condanna, alimentata nell’opinione pubblica dalle ripetute pubblicazioni di stralci dell’inchiesta torinese:

I giudici dovranno essere impassibili e giudicare nella totale autonomia. Il diritto non può avere una maglia, il tifo non può entrare nelle vicende giudiziarie in nessun modo. Piuttosto sarebbe il caso che vengano pensate regole chiare, perché anche nella giustizia consociativa, il consociato – la Juventus in questo caso – deve avere chiarissime quali sono le conseguenze delle sue azioni, anche per togliere qualsiasi alibi. Dall’altra parte il rito deve offrire più garanzie per chi si difende. Io ho sempre avuto esperienze di giudici sportivi che applicano grande attenzione e dedizione al loro lavoro, ma credo che il rito necessiti delle implementazioni”.

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