sabato, 18 Maggio 2024

Inchiesta Juve, per i tifosi bianconeri c’è la prova del complotto

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La goccia che ha fatto traboccare il vaso tra le varie tifoserie della Juventus è stata la vicenda-Moggi, con la decisione della Figc di aprire un’inchiesta e nei confronti dell’ex dirigente bianconero (già radiato dalla FIGC per i noti fatti di calciopoli) per i fatti di Napoli-Juve primavera che ha visto Pessotto convocato dalla Procura Federale.

Ebbene, per i tifosi della Juve è la prova del complotto della Federcalcio sul club:

Ecco alcuni dei commenti sui social: “la cosa vergognosa è che anziché interrogare i responsabili della Società Napoli, si sono preoccupati di venire a Torino ad interrogare Pessotto…questi sono proprio fuori di melone!”, si legge.

O anche: “Come mai, a spese della federazione, ha inviato un suo collaboratore a Torino per sentire Pessotto? Se andava cazziato qualcuno, prendevi chi stava al cancello e la chiudevi li. Stanno commettendo una marea di caxxate che aumentano il pensiero che contro la Juve c’è ben altro”.

C’è poi chi scrive: “Moggi presente a bordo campo nella partita Napoli Juve Primavera, la procura della FIGC apre un inchiesta e sente Pessotto invece dei dirigenti della società ospitante, dai… non sarà mica accanimento?”.

Oppure: “il procuratore federale Chinè dimostrata sempre di più di non capire nulla di giustizia sportiva. la presenza di Moggi in Napoli-Juve primavera era di competenza del Napoli, manda un ispettore a Torino per interrogare Pessotto”.

E infine: “Ma in tutto ciò cosa c’entra Pessotto? La responsabilità della presenza di Moggi in un’area a lui interdetta é di chi gli ha consentito l’accesso, non di chi ha parlato con lui. Assurdo”

Le parole di tifosi fanno il paio con le dichiarazioni di Luciano Moggi indirizzate a Gravina:

«Abito a Napoli e ho letto che c’era questa partita tra Napoli e Juventus. Sono andato a Cercola insieme a due amici, che sono testimoni e che citerò, e siccome non sono pratico del campo ho chiesto all’inserviente che mi ha fatto passare a bordocampo. Lì ho incontrato Pessotto, che ho salutato calorosamente perché è stato un mio giocatore».

«Chinè non può dire che io non posso parlare con qualcuno, perché questo è stalking. Non possono vietarmi pure di parlare. Non si capisce bene perché Chiné abbia mandato prima a Torino a parlare con Pessotto una persona della procura, e non sia andato invece a Napoli a sentire l’inserviente di quel campo, probabilmente gli avrebbe dato la spiegazione che ho dato io. Se fossi in Gravina gli farei pagare addirittura le spese per aver mandato una persona a Torino, così imparerebbe a comportarsi. Perché il livore, nel calcio ma anche nella vita, certe volte va poi a confondere le idee».

«Non sanno neppure cosa significa radiazione. Vuol dire non far parte dei ruoli della federazione. Più che radiarmi cosa possono fare, fucilarmi? Io sono radiato, non so che sviluppi possano esserci».

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