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giovedì, 2 Febbraio 2023

Bosco: “Contro la Juve sentenza politica che è peggio dei complotti. C’è chi vuole che la Juve precipiti all’inferno per poi comprarla in saldo”

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È un Andrea Bosco furibondo, quello che trapela dall’editoriale pubblicato per Tuttojuve, in merito alla sentenza che ha colpito la Juventus.

“L’amico Xavier Jacobelli ha scritto di non essere sicuro che la sentenza sulle plusvalenze (che ha portato alla penalizzazione della Juventus di 15 punti in classifica) “sia politica“. Io invece ne sono convinto. Non parlo di “complotto“ . Parlo di “politica“: che è peggio dei “complotti“ .

“Disse l’allora presidente del Coni, Petrucci nel 2006: «Una società che vince troppo, fa il male del movimento»”.

Bosco invita il club bianconero a reagire: “Se davvero la Juventus avesse in animo di disporsi alla guerra altro dovrebbe essere il livello della protesta. La guerra non puoi farla solo “un pochettino“. I tifosi che hanno fischiato quasi istericamente il cartellone della Serie A e l’Inno della serie A sono la spia di una esasperazione che sta montando. E della quale la Juventus non può non tenere conto”.

Poi la bomba di Bosco: “Non escluso quindi che Gravina possa aver firmato una “cambiale“ a Ceferin”.

E ancora accuse: “L’Uefa è corresponsabile della vicenda plusvalenze. Per la quale solo l’Italia ha avuto l’orticaria: non la Spagna, non la Svizzera, non l’Olanda, non il Belgio, non la Gran Bretagna. Per restare ai paesi i cui club hanno fatto con la Juventus plusvalenze. Genia di ipocriti. Che emettete una sentenza di questo tipo a campionato in corso. Sulle carte di una procura che ancora non è andata di dibattimento.

“Chinè ha “lucrato” sul lavoro altrui. Arrivando alla follia di sentenziare a campionato in corso. Cambiando ancora una volta sfacciatamente le regole. Come sempre, più di sempre.

Si passa poi al presidente della FIGC: “Gravina è Don Rodrigo. Chinè si è preso il ruolo del Nibbio. I giudici della Corte d’ Appello Federale, quello degli altri “bravi“. La Juventus non è Don Abbondio. Ma dalle tiepide reazioni e dal silenzio della proprietà appare come un velleitario Renzo. La strada della (presunta) giustizia federale è lastricata di viscidi conte Zio, di “sventurate“ monache di Monza, di monatti . Per venirne a capo non basterà la “divina provvidenza“. Servirà un Innominato che sia mosso a pietà. Cerchi la Juventus il suo Innominato al Collegio di Garanzia del Coni”.

Sedici anni dopo siamo allo stesso punto: “Con il “sentire popolare“ che è stato sostituito dal “sentimento manettaro“. Ha spiegato Chinè (che per due minuti ha introdotto la sua relazione, per 42 ha sputato veleno sulla Juve e per zero ( 0 ) secondi si è occupato delle società che con la Juventus avevano fatto plusvalenze (a loro nessuna sanzione , neppure una multa) che la pena per la Juve doveva “essere afflittiva“ e che in classifica“ la squadra doveva scendere dietro alla Roma , esclusa dalle coppe“. A parte l’innegabile “classe“ di Chinè con chi avrebbe fatto le plusvalenze, la Juventus? Con se stessa? Slealtà sportiva, secondo Chinè e i giudici della Corte d’Appello: la Juve faceva “sistema“. Gli altri? Vispe Terese . “Ricca“ la Juventus. E con la sua “ricchezza“ ha potuto drogare il mercato: trasferimenti e stipendi”. 

Altra bomba di Bosco: “Non si fosse ancora capito, c’è chi vuole che la Juventus precipiti all’inferno per poi comprarla in saldo. Magari con qualche tipo di oleosa moneta”.

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