mercoledì, 27 Ottobre 2021

Chirico agli antijuventini: “Come mai ora la situazione si è improvvisamente ribaltata?”

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Marcello Chirico, giornalista di fede bianconera, parla di arbitri internazionali, dopo le lamentele dei tifosi di Inter e Milan che parlano di complotto in merito agli arbitraggi di Champions League.

Nel caso specifico, dell’Atletico Madrid  ai danni del Milan:

“Artefice di tutto questo l’arbitro turco Cakir, reo di essere stato troppo severo con Kessie (espulso per doppio giallo) e , ancor di più, nella concessione del rigore ai colchoneros nei minuti di recupero della partita”.

Chirico ricorda ai milanisti che questo tipo di  episodi si erano “già visti negli anni passati, sempre in Champions, con altre squadre italiane, ma che venivano derubricati alla voce “severità”, ovviamente giusta. Finché colpiva gli altri, e in particolare quella squadra che proprio così tanto simpatica ai milanesi non sta, ovvero la Juventus”.

Come dimenticare “Real – Juve del 2018, terminato pure quello con un rigore assegnato nell’extra-time alle merengues, come venne massacrato Buffon per aver detto all’arbitro Oliver di avere “ un bidone dell’immondizia al posto del cuore”. Frase che gli costò una squalifica di 3 giornate, e che molti in Italia ritennero troppo leggera. “Come si è potuto permettere?” e lo misero alla gogna”.

E, sempre alla Juventus “capitò di incrociare proprio Cakir niente meno che nella finale Champions del 2015, a Berlino col Barcellona, dove sul punteggio di 1-1 il turco sorvolò su di una vistosa cravattata in area di Dani Alves ai danni di Pogba. Episodio che avrebbe potuto far girare la partita a favore dei bianconeri, ma non andò così”.

Chirico non dimentica e ricorda che “unica attenuante a favore dell’arbitro fu l’assenza del VAR, rivisto però poi in tv il fallo era apparso netto. Fuorché ai sostenitori della correttezza e imparzialità degli arbitri stranieri: “In Europa non regalano rigori come in Italia” fu la giustificazione addotta in quell’occasione dagli anti-juventini”. 

Da martedì scorso, questa visione del mondo (e degli arbitraggi Uefa) si è improvvisamente ribaltata: “Cakir è diventato il bersaglio di pesantissimi insulti e cattivi pensieri”.

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