Complotto UEFA contro l’Italia? Zazzaroni teme il peggio: Dalla scelta dell’arbitro, all’asse Ceferin-Boris Johnson

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Ivan Zazzaroni teme il complotto dell’ UEFA contro la nazionale Italiana.

La paura secondo quanto riferisce il direttore del Corriere dello Sport è che Ceferin e Boris Johnson la facciano pagare all’Italia dopo le parole di Draghi che aveva suggerito di spostare semifinali e finali dell’europeo da Londra a sedi più sicure.

Zazzaroni teme dunque ripercussioni per nazionale Italiana a EURO 2020, e lo testimonia anche negli ultimi suoi editoriali:

“Draghi, ha messo in notevole difficoltà Gravina, è peraltro spalleggiato dalla Merkel in quella che è stata subito definita una (giusta) campagna contro l’intransigenza di Boris Johnson”.

“Il quale Johnson ultimamente è assai vicino al presidente dell’Uefa: ricordo che proprio Johnson fu il più accanito oppositore della Superlega e, di riflesso, il potente alleato di Ceferin e delle federazioni europee nella battaglia contro i dodici fondatori, poi ridottisi a tre – aggiungo che l’Inghilterra punta a ospitare una delle prossime edizioni del torneo continentale. In altri momenti non ci troverei nulla di allarmante”, aveva avuto modo di scrivere Zazzaroni alla vigilia della gara contro l’Austria.

Ora Zazza, propone ulteriori elementi che gridano allo scandalo alla vigilia di Inghilterra-Italia:

Fino a mercoledì sera, ovvero fino ai due palloni in campo e alla topica di Danny Makkelie, sospettavamo in solitudine; eravamo gli unici a segnalare ripetutamente come questo Europeo puzzasse di anglofilia e anti-italianismo da Superlega e non solo”.

E ancora, scrive il direttore: “Ieri, però, sui cieli di Londra è apparso a tutti The Big Cucumber, il Grande Cetriolo, destinato – secondo i più – alle parti nascoste degli italiani. Italiani ai quali un destino cinico e un po’ baro, oltre alla bravura degli azzurri, hanno assegnato un compito che definirei socio-politico: evitare che l’Inghilterra di Boris Johnson, appena uscita dall’Europa, proprio d’Europa si laurei campione”.

Zazzaroni sottolinea che nel primo Europeo itinerante della storia “l’Inghilterra è stata l’unica a “itinerare” pochissimo (cinque partite a Wembley e una a Roma) non può essere considerata mala informazione. Tanto per dire, la nostra Nazionale, dopo le prime tre all’Olimpico è andata per aeroporti e rientri notturni, due volte a Wembley e una a Monaco, e non considero i su e giù in pullman from Rome to Coverciano”. 

Inoltre i dubbi di natura arbitrale si sono moltiplicati in corso d’opera: “L’Inghilterra ha avuto Orsato (contro la Croazia), Mateu Lahoz (Scozia), Soares Diaz (Rep. Ceca), Makkelie (Germania), Brych (Ucraina) e di nuovo Makkelie con la Danimarca, e non si capisce perché, dal momento che l’olandese non aveva fatto bene, esordendo con Turchia-Italia dove non ne ha infilata una. Ricordo inoltre, sempre per quanto ci riguarda, che se non ci fosse stato il Var, ma solo Tony Taylor, saremmo in vacanza da un pezzo. E che la designazione dello sloveno Vincic per l’ottavo con il Belgio risultò come minimo provocatoria.

Poi, Zazzaroni certifica che “mercoledì sera, in Inghilterra-Danimarca, si è consumato un autentico delitto calcistico davanti agli occhi di William: due palloni in campo nell’azione che ha portato al rigore inesistente e nessuno se n’è accorto. Il Var non poteva intervenire sui palloni, ma sul rigore sì. I danesi l’hanno presa benino, in particolare l’attivissimo “Cantonio Conte”, già Cans Christian Andersen, che su Twitter l’ha risolta così: «They’ll be putting that penalty in the British museum with the other stolen shit». Vi risparmio la traduzione.

Infine “la beffa finale: domenica sera per l’Uefa, arbitra Kuipers, sarà Italia-Inghilterra e non il contrario. A Wembley, davanti a 60mila inglesi e alla Royal Family, giocheremo in casa”.