Criscitiello: “Arbitri, adesso scatta la truffa”

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Il direttore di Sportitalia, Michele Criscitiello ha commentato il responso della corsa Champions nel suo editoriale per Tmw.

“Follia Champions. Napoli suicidio, Milan giusto così, Juve per un soffio. Torte e biscotti, quest’anno, se ne sono trovati pochi. Complimenti al Verona che si è ricordato di giocare in questi ultimi 90 minuti, meglio tardi che mai”, il sunto dell’editoriale di Criscitiello dove spicca tuttavia il pensiero riservato agli arbitri italiani.

Da mesi chiediamo al Presidente Gravina di fare una indagine sugli arbitri italiani. Per fortuna la procura federale ci ha pensato prima di noi ma è ancora poco”, spiega il giornalista.

Pensate:il destino di club miliardari e di calciatori nelle mani di gente che è disposta a truffare anche su rimborsi di poche migliaia di euro. Non è un problema che non intacca il campo, in quanto si tratta di una truffa non calcistica, ma questo fa capire nelle mani di chi siamo. Di arbitri che non si fanno scrupoli per pochi soldi e che non hanno una morale”, il monito del giornalista.

E ancora:Immaginate cosa potrebbero fare in campo con un semplice cartellino giallo o cartellino rosso in più o in meno. Attenzione. Questi sono quelli presi con le mani nella marmellata ma le indagini dovrebbero andare ben oltre. Sui vizi, a fine partita, di molti direttori di gara che pretendono servizi extra lusso come autentiche star. Invece dovrebbero passare in secondo piano con un profilo bassissimo”.

Questi sono gli arbitri italiani. Pasqua e La Penna sono arbitri di prima fascia di serie A che si sono distrutti la carriera a 37 e 38 anni. Follia. Pensate cosa accade nelle categorie inferiori. Trentalange, lo abbiamo già detto, avrebbe dovuto dare le dimissioni prima di essere eletto”.

In conclusione:Il mondo Aia ha bisogno di un profondo cambiamento ma soprattutto la FIGC dovrebbe prevedere un organismo che supervisioni il comportamento dell’AIA. Ricordiamo anche un’inchiesta de La Repubblica con il sistema delle promozioni dei fischietti del nostro Paese. Si vada fino in fondo e intervenga anche la Procura della Repubblica perché dove c’è la truffa non è più un compito solo della Procura Federale”., conclude Criscitiello.