Mughini: “Essere sconfitti dopo dieci anni è tutto fuorché un disonore”. Il giornalista a ruota libera su Agnelli, Pirlo e Ronaldo

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Lettera aperta di Giampiero Mughini sulle colonne do Dagospia.

Il giornalista di fede bianconera, impreziosisce il derby d’Italia con alcune considerazioni ricche di orgoglio:

A rendere più affascinante il derby d’Italia il fatto che le due navate che fanno da cardine dell’attuale cattedrale interista, Antonio Conte e Beppe Marotta, portano entrambi le stimmate bianconere, l’uno e l’altro comunque decisivi nel leggendario corso dei nove scudetti vinti di fila”.

Spiccano tuttavia queste parole di Giampiero Mughini: “E siamo al cuore della faccenda. Io non condivido una virgola dell’atteggiamento di molti tifosi juventini che sono furenti contro la società bianconera e che non risparmiano strali non solo contro Pirlo (e già questa è una bestemmia, nello sport c’è quando si vince e quando si perde), ma anche contro Andrea Agnelli o Fabio Paratici. Due individui che chi ama la Juve deve baciare il tappeto su cui hanno camminato”.

E ancora, scrive Mughini: “Può cadere il mondo ma per me Agnelli resta il presidente che volle sulla nostra panchina Antonio Conte e che quando quello – dopo tre scudetti conquistati di cui uno a 102 punti – sbatté la porta a mezzogiorno di un certo giorno di luglio, ebbene già alle 17 del pomeriggio di quello stesso giorno aveva assunto l’allora disoccupato Massimiliano Allegri, e alcuni fra i “tifosi juventini” bersagliarono Allegri di insulti”, ricorda il giornalista.

“Essere sconfitti dopo dieci anni è tutto fuorché un disonore, è una cosa che ci sta. Tutto sta a cercare di capire le ragioni della sconfitta, che di certo non risalgono tutte all’inesperienza da coach di Andrea Pirlo”.

“Abbiamo sbagliato alcuni acquisti, specie quelli che ci permettevano una “sopravalenza”? Sicuro che è stato così. Ronaldo è un fenomeno da quasi 30 gol a stagione ma è un tale ingombro che devi modellare l’intero fronte d’attacco allo stesso modo di un vestito che lo calzi a pennello? Sicuro che è così. L’attuale nostro centrocampo è di serie B, specie se raffrontato a quello leggendario Pirlo/Pogba/Marchisio/Vidal? Sicuro che è così. Resta un quesito irrisolto: il ruolo da attribuire in campo a giocatori/fenomeno come Dybala e Kulusevski?