Champions, Chirico: “Troppe decisioni arbitrali prese in un’unica direzione. Ecco perché la Uefa si è vendicata contro Agnelli e la Juventus”

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Il giornalista juventino Marcello Chirico torna sull’eliminazione della Juve dalla Champions League ed in particolare sullo scellerato arbitraggio:

Nonostante i tanti difetti della Juve di quest’anno, non si possono nemmeno chiudere gli occhi e far finta che le decisioni prese martedì scorso da Kuipers e i suoi assistenti (Var compreso) non abbiano in qualche modo pesato sul risultato finale della gara col Porto”.

Come pure ad Oporto nella gara d’andata che ha visto l’arbitro “Del Cerro Grande non assegnare nel finale un rigore grande come una casa ai bianconeri, penalty che forse – e sottolineo forse – avrebbe scritto un altro canovaccio per la partita di ritorno”.

Episodi che nonostante tuttomagari le avrebbero permesso alla Juve di proseguire il cammino e, soprattutto, di dare ossigeno al bilancio particolarmente sotto stress in questo periodo causa Covid. Non passare col Porto è significato, in soldoni, perdere qualcosa come 10 milioni”, precisa Marcello Chirico.

Chirico tira una linea s scrive che in sintesi si tratta di “3 episodi in 2 partite, e tutti a sfavore” della Juventus.

Il giornalista va alla ricerca di quelle che sono le cause di un tale accanimento arbitrale nei confronti della Juve: “La prima cosa che viene in mente sono le dichiarazioni pronunciate da Andrea Agnelli alla vigilia della gara di ritorno col Porto sulla Superlega, e sulla necessità di modificare il format obsoleto della Champions. Un progetto sul quale il presidente juventino sta insistendo da tempo e che all’interno dell’ECA, presieduta sempre da lui, trova l’appoggio di alcuni grandi club, ma non di tutti. L’idea è soprattutto invisa ai vertici della UEFA, leggi Ceferin, orientata a varare per il 2024 una formula con ancora più partecipanti e partite, che però non è la Superlega ma un’altra roba”, rivela il giornalista.

Da qui lo scontro, alimentato di recente pure da qualche media. Il Guardian non le ha di certo mandate a dire ad Agnelli, accusandolo platealmente di spingere l’acceleratore su un’ “idea cattiva” come appunto la SuperLeague solo per permettere al proprio club “di non perdere così tanto” in quella competizione, mentre la sua Juve “è un pasticcio disfunzionale e gonfio”.

“Accuse pesantissime, probabilmente suggerite da terzi, con effetti trasversali pure sul campo. Ovvero: insisti con la SuperLega? E allora la paghi. Brutto da dirsi, perché assomiglierebbe tanto ad un ricatto, però dopo quanto verificatosi a Oporto prima e a Torino poi il sospetto sorge naturale”.

Troppe decisioni arbitrali prese in un’unica direzione, quasi tutte parecchio discutibili e che hanno pesato mica poco sui risultati finali dei due match. Troppa dietrologia? Lo ripeto, questa Juve in Champions di strada ne avrebbe fatta poca, però così tanti episodi a sfavore nelle gare contro il Porto danno da pensare. E sono pensieri “cattivi”.