Andrea Bosco: ” Il fallimento della Juve, è nato prima dell’eliminazione Champions”

96

Il giornalista e scrittore di fede juventina Andrea Bosco, analizza il fallimento stagionale della Juve, andando a cercarne le reali radici.

Bosco non ha dubbi: “Il flop contro il Porto non nasce solo da una sciagurata interpretazione della gara di Oporto. Il fallimento, perché di questo si tratta (l’eliminazione in Champions che comporterà la perdita di ingenti risorse economiche) nasce prima”.

Questo perché la Juventus arrivata a metà del percorso aveva due strade:

“La prima: rinnovare nella consapevolezza di dover necessariamente perdere, per qualche stagione, di competitività”.

La seconda: quella che è stata seguita. Sostituire pezzi eccellenti del mosaico, anche forzando il bilancio, con l’obiettivo di restare al vertice”.

Il giornalista prende atto, così come lo hanno fatto la gran parte degli addetti ai lavori , che raramente i nuovi tasselli si sono rivelati all’altezza: “La Juve non ha più trovato un Vidal, un Pirlo, un Pogba, un Marchisio. Ma neppure un Tevez o un Mandzukic. Con l’ambizione di sollevare la Coppa stregata, la Juve ha preso Ronaldo. Senza mettergli, tuttavia, a disposizione una squadra adeguata”.

Comunque andranno le cose è evidente che un lifting, a fine stagione, ci sarà. Il giornalista è inoltre convinto che “la Juve ripartirà da Federico Chiesa e da De Ligt. E con Pirlo in panchina. Sarebbe assurdo se la Juventus cambiasse ancora allenatore”.

Andrea Bosco conclude il suo lungo editoriale rivolgendosi ad Andrea Pirlo: “Basta con questa storia dei giovani che non sarebbero pronti. Musiala (Bayern) a 18 anni è pronto. Haaland ne ha 20 e fa valanghe di gol. Fagioli che parimenti ne ha 20, viceversa, “pronto“ non sarebbe . Quelli bravi nascono “pronti”. E’ sempre stato così. Rivera debuttò a 17 anni . Un certo giocatore del Brescia esordì alla stessa età. Mi pare si chiamasse Andrea Pirlo”, ricorda il giornalista sulle colonne della testata giornalistica sportiva di Tuttojuve.

Fonte: Tuttojuve