Capuano riscrive la classifica dei rigori dopo l’esame di quelli giusti e ingiusti concessi al Milan

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L’ennesimo rigore concesso al Milan in campionato ha dato la possibilità ai rossoneri di mantenere solitari la testa della classifica di Serie A e di capeggiare nel contempo anche nella “classifica dei rigori”.

Il penalty concesso (e trasformato da Ibra) al Milan ieri a Cagliari è il 12esimo in 18 partite di campionato. A tal proposito il giornalista Giovanni Capuano sulle colonne del settimanale Panorama ha provato ad analizzare i 12 calci di rigore assegnati ai rossoneri. Queste le conclusioni a cui è pervenuto il giornalista:

…Il penalty concesso alla 5° giornata in Milan-Roma (risultato finale 3-3) per un contatto inesistente tra Mancini e Calhanoglu. Non era rigore, come non lo era quello assegnato pochi minuti prima alla Roma invertendo il senso del tocco tra piedi di Pedro e Bennacer”, sentenzia il giornalista.

Un disastro per l’arbitro Giacomelli e il Var Nasca poi fermati per qualche settimana dal designatore Rizzoli”.

E ancora: “In Milan-Fiorentina della 9° giornata nulla da dire sul primo dei due tiri dal dischetto concessi da Abisso, mentre qualche distinguo si può fare sul secondo (poi sbagliato da Kessie): molto generoso nel punire la contrapposizione di Caceres su Theo Hernandez con un gesto spesso lasciato correre sui campi di calcio”.

“Idem per Cagliari-Milan alla 18°: spinta di Lykogiannis su Ibrahimovic e caduta dello svedese. Arbitro Abisso, lo stesso di San Siro contro la Fiorentina, e rigore leggero con decisione poi non uniforme quando nel finale è stato Brahim Diaz a trattenere e spingere a terra Sottil senza alcuna conseguenza”.

Secondo il giornalista tuttavia è “difficile, dunque, imbastire un processo sui rigori del Milan. Quasi sempre netti come in casa col Bologna, la Lazio o il Torino o come nel derby. O come a Benevento dove, semmai, ne è mancato uno ai campani per fallo su Caprari”.

“Se il Milan è primo in classifica la spiegazione va trovata nella capacità di Pioli di spingere i suoi oltre il proprio livello, dimenticandosi anche infortuni e contagi Covid. I rigori sono un tassello del puzzle…Insomma, meglio rivolgersi ad altro se si vuole fermare la corsa dei rossoneri”.