Una sola giornata di squalifica a Insigne. Chirico: “Tanto protestarono che ottennero ciò che volevano”

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Una giornata di squalifica e 10mila euro di ammenda. È questa la decisione del giudice sportivo Gerardo Mastrandrea a seguito della partita Inter-Napoli “per avere con gestualità plateale rivolto al Direttore di gara espressioni irrispettose”.

Una decisione attesa con curiosità, visto che per l’espulsione diretta, la punizione del Giudice Sportivo sarebbe potuta essere ben più pesante, con almeno 2 turni di stop.

A commentare la vicenda anche Marcello Chirico che su ilbianconero.com ha scritto:

“Tanto tuonò che piovve. Adattando il proverbio al calcio: tanto protestarono che ottennero ciò che volevano. Mi riferisco alla squalifica di una sola giornata comminata ad Insigne per avere – riporto testuale la sentenza del Giudice Sportivo – “con gestualità plateale rivolto al direttore di gara espressioni irrispettose”. Che sarebbero, un sonoro “vaffa” accompagnato poi dalla frase di dileggio “non fare il fenomeno!”.

Per un comportamento di questo tipo, in genere, il regolamento prevede 2 giornate di squalifica. Stavolta il giudice Mastrandrea ha deciso però di commutare una giornata di stop in una multa di 10 mila euro. Tutto lecito, per carità, ma abbastanza anomalo considerata la gravità dell’episodio. Da qui il cattivo pensiero: le proteste partenopee hanno sortito l’effetto desiderato.

A cominciare dalle parole, alquanto discutibili, pronunciate a fine partita da Rino Gattuso, schieratosi subito dalla parte del proprio giocatore e contro l’arbitro Massa, accusato dall’allenatore del Napoli di eccessiva permalosità. Secondo Ringhio Starr il direttore di gara avrebbe dovuto infatti considerare “il momento della partita” e far finta di non sentire, evitando di rovinare una gara e penalizzando una squadra rispetto ad un’altra. “Avviene solo in Italia” sostiene Gattuso, ben sapendo che all’estero Uefa e Fifa sono inflessibili nei confronti dei giocatori maleducati.

Stupisce davvero che una persona ragionevole e spesso obiettiva come Gattuso possa aver ragionato in quel modo, eppure l’ha fatto e n’è rimasto convinto anche a gara finita, quando le tensioni dovrebbero stemperarsi. Non però nel suo caso. E alla sua dura protesta si è allineata subito la società, per non parlare dei tifosi partenopei. In coro hanno subito invocato lo stesso trattamento ricevuto qualche settimana prima dallo juventino Morata. Ovvero: 2 giornate di squalifica, ridotta poi ad una.

Un paragone davvero pretestuoso e fuori luogo, ma l’ossessione partenopea nei confronti della Juve è tale da tirare sempre in ballo il club bianconero anche quando non c’entra nulla, e gli episodi in campo non sono minimamente confrontabili. Al termine della gara col Benevento lo spagnolo si limitò infatti a protestare nei confronti dell’arbitro Pasqua per non aver concesso un “rigore imbarazzante”, senza insultarlo. Da qui la successiva riduzione della squalifica da 2 a 1 giornata, post ricorso della Juve. Che non avrebbe sicuramente presentato nel caso in cui il proprio giocatore avesse offeso il direttore di gara. Come fece, per esempio, due anni fa per lo sputo di Douglas Costa a Di Francesco (e in quel caso le giornate di squalifica furono quattro). Episodio esecrabile tanto quanto quello di mercoledì scorso a San Siro, con insulti e dileggi plateali nei confronti di un direttore di gara, per giunta da parte di un capitano.

In questo caso il Napoli, anziché redarguire il proprio giocatore (e quest’ultimo scusarsi), lo ha difeso, pretendendo pure un trattamento di riguardo. Accontentati“.