Alessandro Vocalelli: “E se Dybala giocasse più indietro? Alla Pirlo. Lui ci provò e diventò… Pirlo”

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Il giornalista Alessandro Vocalelli attraverso le colonne della Gazzetta dello Sport, ha lanciato una proposta suggestiva in merito al ruolo di Paulo Dybala alla Juventus:

Il giornalista si prova a domandare se per “Dybala non si potrebbe immaginare un percorso tattico, un’evoluzione mi verrebbe da dire, alla portata di un campione così”.

Nel dettaglio, spiega Vocalelli, “alla Juve, se ne parla da quattro mesi, manca un regista, un centrale, un playmaker: ognuno può dargli il nome che preferisce, perché tanto non rende l’idea”.

Ma perché questo catalizzatore di gioco – che forse è il termine più adatto – non potrebbe essere proprio Dybala? D’altronde è piena la storia di calciatori che hanno fatto il passo decisivo in avanti – e non è un paradosso – arretrando la loro posizione. È successo, per fare l’esempio meno rumoroso, con Liverani”.

Che ha cominciato alla Viterbese da trequartista, per poi essere trasformato da Cosmi in un regista capace di spopolare a Perugia, far bene alla Lazio, conquistare la Nazionale italiana”.

È successo, per alzare notevolmente l’asticella, proprio con Pjanic alla Juve: quando Allegri ha ammorbidito le sue smanie da incursore per farne il cervello della Juve. È successo per andare all’attualità illuminante nell’Atalanta di oggi, con Gomez, che da seconda punta è stato trasformato da Gasperini in un formidabile tuttocampista”.

In questo modo Dybala potrebbe anche uscire dalla difficile coesistenza, almeno così si dice, con Ronaldo alla Juve e con Messi nell’Argentina. E poi… E poi, ah sì, qualcosa di simile è già successo proprio con Pirlo. Anzi, proprio a Pirlo. Se non ci avesse pensato Mazzone a metterlo trenta metri più indietro, sarebbe mai diventato quel meraviglioso campione, anche del mondo, che abbiamo ammirato?”.