Agresti: “De Laurentiis disintegrato dalla Corte d’appello: ha tradito il calcio. Mai nessuno trattato così”

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Il giornalista Stefano Agresti commenta i toni usati dalla Corte d’appello per motivare il proprio no al ricorso del Napoli.

Toni quelli usati dalla Corte che “sono di una durezza rara, forse unica: in tanti anni non abbiamo mai letto niente di simile, se non in caso di illecito acclarato”, commenta Agresti.

De Laurentiis voleva rigiocare la partita con la Juve, pretendeva che il 3-0 del Giudice sportivo venisse cancellato, così come il punto di penalizzazione in classifica. Non ha solo perso, è stato disintegrato”

Il Napoli viene accusato di avere avuto comportamenti sleali, di essersi adoperato per non andare a Torino, di avere messo in pratica una serie di atti – preparati e studiati – per evitare di giocare la gara, di essersi appellato perfino a organismi che non avevano titolo per esprimersi in materia (gli uffici di Gabinetto della regione Campania)”.

Gli elementi a sostegno di tale tesi appaiono evidenti, alcuni sono nuovi, come la decisione di cancellare i tamponi della domenica, a dimostrazione che la scelta era fatta e non si pensava di partire per Torino nemmeno nel caso in cui ci fossero state le condizioni per giocare”.

Questa non è una decisione in merito a un ricorso da accogliere o respingere, bensì un vero e proprio atto d’accusa. Materiale, ma anche politico, se così si può dire. Ci ha colpito questo passaggio: “Il comportamento tenuto dal Napoli non risulta neanche rispettoso degli altri consociati dell’ordinamento sportivo, più precisamente delle altre società di Serie A, che nei giorni precedenti in situazioni del tutto analoghe (ma, in alcuni casi, anche ben più critiche) hanno regolarmente disputato gli incontri che le vedevano impegnate”.