Suarez, Andrea Bosco: “Quando mezza Serie A (ma non la Juve) produceva passaporti falsi non ci fu indignazione”

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Andrea Bosco, giornalista e scrittore di fede bianconera, esamina stavolta tra le colonne di Tuttojuve il “caso“ Suarez premettendo che “comunque vada a finire un’ombra resterà comunque appiccicata alla Juventus”.

Tuttavia la società, per ora non è indagata, non lo sono i suoi dirigenti, non lo è l’avvocato Turco che fa parte della studio legale che assiste la Juventus, neppure Suarez lo è il quale non è mai stato tesserato per la Juventus, non ha giocato neppure in amichevole.

Nonostante ciò la Procura Federale che ha avviato una inchiesta, per stabilire se la Juventus ha violato una qualche regola.

L’affaire Suarez, anche se la Juventus ne uscisse indenne, diventerà una “macchia“ sul suo status, come il «rigore su Ronaldo», quello di Iuliano.

La verità secondo Bosco “è che gli atenei debbono autofinanziarsi. E quelli piccoli sono in costante difficoltà economica. E quindi un “pesce grosso” che va a fare gli esami sui loro banchi è una imperdibile promozione pubblicitaria”.

Gli inquirenti stanno cercando di capire…se per caso la Juventus tramite il proprio avvocato Turco non abbia spinto per un esame “comprensivo” nei confronti di Suarez al fine di accelerare la pratica e consentirne l’acquisizione del passaporto in tempo utile per il tesseramento prima del 6 ottobre, giorno di consegna delle liste Champions.

Bosco scrive che “se sarà accertato che la Juventus ha commesso delle irregolarità è sacrosanto venga punita. Secondo la legge. Non per assecondare il “sentire popolare“. Non perché la Juve appare “arrogante“ . Il calcio italiano è zeppo di situazioni “arroganti“. Per esempio il caso di un calciatore che giocava con un passaporto falso. Fu sanzionato con una pena ridicola. La società che il passaporto gli aveva offerto, con una (non esagerata) pena monetaria”.

“Uno di quei giudici che evitarono a quella società (come sarebbe stato giusto) la serie B, se ne uscì alla fine dicendo: “Non potevamo retrocedere un presidente che tanto nel calcio, ha investito“ . Non ci fu scandalo per quelle parole. Anche perché mezza serie A, allora, fabbricava passaporti fasulli”.

Mezza serie A , ma non la Juventus. Forse per quello la cosa non produsse indignazione . Produsse sabbia: tir su e tir , con regolamenti frettolosamente cambiati. Andare a vedere chi erano, allora, i presidenti di Federazione e Lega. Infine: la Procura Federale ha aperto una (dovuta) inchiesta. Conforta che a capo della procura non ci sia più quello di prima. Almeno non fioriranno intercettazioni “farlocche“.