Luciano Moggi ricorda: “Il passaporto di Recoba era un reato ed è passato inosservato, addirittura il manager dell’Inter è stato anche team manager della Nazionale”

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L’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, ospite della trasmissione radiofonica Cose di Calcio in onda su Radio Bianconera, ha difeso a spada tratta i bianconeri in merito al caso Suarez.

Alla domanda del conduttore Antonio PaolinoSiamo già colpevoli per tutti?“, visto che si sta cercando di addebitare ai bianconeri parte della responsabilità nella vicenda, Moggi ha risposto:

“Tutte queste persone tentano di dare addosso a questa squadra perché vince costantemente a discapito di tutti quanti”.

Moggi ha poi continuato ricordando lo scandalo dei passaporti falsi, che vide l’Inter e l’attaccante uruguayano Alvaro Recoba coinvolti nell’inchiesta sulle procedure seguite per far diventare comunitario il giocatore che invece, nella realtà, non aveva antenati in Europa.

Le parole di Moggi:

Per qualcuno che aveva commesso reati gravi si è passati sopra e invece per delle stupidaggini si pensa al reato. Faccio un esempio banale: il passaporto di Recoba era un reato ed è passato inosservato, addirittura il manager dell’Inter è stato anche team manager della Nazionale“.

Moggi ha poi concluso:

“Si va contro questa squadra che vince da tanto, che non ha cambiato proprietà: la famiglia Agnelli ha a cuore la Juve e la protegge come fosse un figlio.

Vorrebbero metterla al tappeto, ma non ci riusciranno perché si comporta bene e continuerà a vincere”.