Mertens ringrazia Sarri: “Mi ha cambiato la vita”

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L’attaccante del Napoli, Dries Mertens, ai microfoni della UEFA ha commentato l’attesa sfida Barcellona-Napoli di Champions League, e ha anche parlato del suo rapporto l’ex allenatore degli azzurri, Maurizio Sarri, che oggi siede sulla panchina della Juventus.

Le parole di Mertens sul match di ritorno di Champions che verrà disputato sul campo del Barcellona:

“All’andata abbiamo fatto una grande partita, è stato fantastico segnare al Barcellona. Al ritorno sarà tutto più complicato. L’1-1 del San Paolo ci obbliga a far gol al Camp Nou. Senza gol, verremo eliminati. Ci stiamo preparando all’impresa”.

Mertens ha poi parlato di Maurizio Sarri, che ha avuto l’intuizione del ‘falso nueve’, che gli ha di fatto svoltato la carriera:

“Al primo anno di Sarri ho giocato solo 6 partite dall’inizio ed ero arrabbiato. Mi diceva sempre ‘Sei importante per me e per la squadra, non preoccuparti, arriverà la tua occasione’.

Così un giorno mi ha schierato come attaccante centrale e sono stato felice perché mi ha cambiato la vita. Mi ha schierato centravanti e mi ha detto ‘Sono sicuro che lo farai bene”.

L’attaccante belga ha poi continuato parlando dell’attuale tecnico del Napoli, Rino Gattuso:

“È l’allenatore perfetto in questo momento, sa cosa vuol dire vincere.

Sta dando tante possibilità ai giocatori giovani e penso che anche per il futuro possa essere un ottimo allenatore.

Ha vinto tanto da calciatore e sa cosa vuol dire vincere, era qualcosa che mancava alla squadra. Questa è una cosa che abbiamo percepito anche con Ancelotti, uno che ha vinto molto e che provava a trasmettere questa mentalità anche ai calciatori”.

Mertens ha poi concluso parlando della sua vita a Napoli:

“Qui le persone respirano il calcio. Penso che questo sia qualcosa di speciale in Italia: svegliarsi, prendere il caffè al mattino e parlare solo di calcio.

Mi chiamano “Ciro”, è un nome tipico d Napoli, e penso che sia accaduto perché ho iniziato a vivere come loro.

Il record? Ho giocato con Hamsik e non pensavo al record. Poi ho iniziato a segnare, mi sono avvicinato a Maradona e l’ho superato. Poi mi sono avvicinato a Marek e l’ho superato. È qualcosa di incredibile per me essere il più grande marcatore della storia di questo club“.