Di Livio: “La maglia della Juve pesa più di ogni altra, non tutti hanno l’onore di poterla indossare. Vialli leader incontrastato, era il migliore di noi”

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L’ex centrocampista Angelo Di Livio nel corso di un’intervista in esclusiva per tuttojuve.com ha ricordato i suoi anni in bianconero e lo scudetto per lui più importante, quello numero 23, conquistato nel 1995, con alla guida Marcello Lippi.

Un estratto delle parole di Di Livio, che ricorda così il suo primo scudetto in bianconero:

“Ricordo che la squadra non era partita benissimo in campionato, avevamo avuto grande difficoltà, non riuscivamo a trovare l’assetto giusto.

Poi, grazie al mister e alla nostra bravura, siamo riusciti ad entrare in un meccanismo straordinario. Il momento che più cambiò la nostra mentalità fu il cambio di modulo, perché le tre punte ci consentirono di vincere meritatamente quel titolo.

L’avversario più forte di quell’anno era sicuramente il Parma, ci diede veramente molto filo da torcere.

Era la partita scudetto, lo sapevamo tutti. Eravamo in grandissima forma, non li facevamo respirare. E loro, forse, non se lo aspettavano. Alla fine è chiaramente arrivata la nostra vittoria.

Il fatto che la società non vinceva da 9 anni ci aveva dato un grandissimo stimolo e tanta motivazione di far bene.

È vero che la maglietta della Juve pesa più di ogni altra, altrettanto però sapevamo bene il grado di responsabilità che ci eravamo presi. Non tutti hanno l’onore di poterla indossare“.

Di Livio ha poi indicato il suo compagno Gianluca Vialli come il giocatore determinante per la vittoria dello scudetto:

Vialli credo sia stato il giocatore più rappresentativo e il leader incontrastato, che ci ha dato una scossa incredibile. Era il nostro capitano. Ci trascinava sempre, era il migliore di noi“.

Di Livio ha poi concluso:

“Sicuramente è stato lo scudetto più bello, lo è stato per me, Torricelli e tutti gli altri che erano molto giovani. E quando inizi a vincere il primo, poi volevi continuare a farlo”.