sabato, 25 Maggio 2024

Sassuolo-Inter, sardi furibondi: “Cagliari in A a testa alta, senza debiti di riconoscenza. Né debiti plurimilionari”

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Non è passato inosservato a Cagliari quello che è successo nel corso del match tra Sassuolo e Inter.

Nell’isola è montata la rabbia per il risultato che sa di biscotto, consumatosi al Mapei Stadium.

Sui social network i tifosi rossoblù, furibondi, hanno esternato tutto il loro disappunto . Ecco poi l’editoriale di TuttoCagliari.net:

L’epilogo di Sassuolo-Inter lo aveva anticipato – tra le righe – venerdì sera, in diretta televisiva, il direttore di Sportitalia, Michele Criscitiello, insultato, sbeffeggiato e preso per i fondelli dagli stessi tifosi del Cagliari sui social network. Peccato che lo scenario apparentemente assurdo prefigurato dal giornalista, si sia puntualmente materializzato. Quegli stessi tifosi rossoblù, insieme a quelli di Udinese, Empoli, Frosinone, Verona e Lecce, adesso gridano allo scandalo sui social e nei bar”.

“Ad onor del vero, veramente in pochi credevano che potesse andare in scena uno spettacolo così penoso, una brutta pagina di calcio, un calcio alla sportività”.

“Già dai primi minuti di gara, si poteva intuire come sarebbe finita. Un’Inter con diversi titolari in panchina – Barella compreso – e quasi mai veramente in partita. Irriconoscibile, impalpabile e arrendevole, con una manovra lenta e compassata, stile Dopolavoro Ferroviario. La controfigura della squadra che ha asfaltato gli avversari per tutto il campionato.

I particolari rapporti fra i club e fra i dirigenti evocati da Criscitiello contribuiscono ad alimentare la cultura del sospetto tra i tifosi, che rivangano aforismi di andreottiana memoria. Ma è inutile recriminare più di tanto quando si ha il merito e la fortuna di ritrovarsi in una posizione di vantaggio e di essere padroni del proprio destino. Anzi, il Cagliari ha l’opportunità di guadagnarsi con le sue forze la salvezza e magari di spingere in Serie B proprio il Sassuolo alla penultima giornata di campionato. Sempre a testa con il suo popolo, i suoi colori e i suoi valori. Senza debiti di riconoscenza. né debiti plurimilionari“.

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