venerdì, 19 Luglio 2024

Calciopoli, Tar decide di non decidere su ricorso di Giraudo. Andrea Bosco: “Una chicca alla Don Abbondio”

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Andrea Bosco ha commentato la decisione del Tar di non decidere su Calciopoli ed il ricorso di Giraudo:

“Dicono che il Tar, al quale si è rivolto Giraudo per ottenere un rinvio alla Corte Europea contro la sua radiazione dopo che era stato violato (con evidenza) il suo diritto alla difesa, avrebbe prospettato un “difetto di giurisdizione”. Le motivazioni ancora non sono note, ma il Tar ha pensato bene di far trapelare questa “chicca””.

Se anche il Tar è fatto di tremebondi don Abbondio, non è finita per Giraudo, condannato con la radiazione all’ergastolo (pena che la giustizia ordinaria ormai non applica più in Italia): è finita per lo stato di diritto. In base al quale ogni cittadino, anche il più bieco assassino, ha diritto a un processo equo e alla migliore delle difese. Giraudo nel 2006 non ebbe la possibilità di difendersi”.

Né lui, né Moggi, né la Juventus. Perché nessun avvocato è in grado di leggere 40.000 pagine in una settimana. Tanto durò Calciopoli. Un processo nel quale (secondo uno dei giudici di quel collegio) si sentenziò sull’onda “del sentire popolare”. Vedremo le motivazioni della sentenza del Tar del Lazio. Ma la “chicca”, appare indicativa della volontà del “cane” Tar di non mangiare il “cane” Procura Federale. Ma occhio a Vico e ai suoi andamenti ciclici. Le rivoluzioni la sera prima appaiono impossibili. Poi basta che qualcuno evochi una brioches e zac; le teste cadono nel cesto”.

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