domenica, 21 Aprile 2024

La Juve tornerà a fare mercato. L’indice di liquidità torna nei parametri

Condividi

spot_imgspot_img

La Juventus può tornare a fare mercat. Il club ha saldato il bond da 175 milioni di euro, emesso nel febbraio 2019 durante un periodo di espansione seguito all’acquisto di Cristiano Ronaldo.

In quel momento di prosperità, il club bianconero ha raggiunto una capitalizzazione record in Borsa, superando il valore di un miliardo e mezzo, guadagnando la fiducia degli investitori istituzionali e ottenendo un tasso di interesse del 3,375% sull’obbligazione. Ora, esattamente cinque anni dopo, con Torino che ha vissuto una serie di avvenimenti significativi, il club ha effettuato il rimborso del prestito, compresi gli interessi accumulati nel periodo, pari a 5,9 milioni di euro.

La società ha precisato nel comunicato diffuso insieme alla semestrale al 31 dicembre 2023 (-95 milioni, con un impatto negativo dovuto all’assenza dalle coppe, che ha inciso per 60 milioni) che il rimborso del bond è avvenuto “mediante l’utilizzo di risorse finanziarie provenienti da linee bancarie preesistenti e nuove, dalla cessione di crediti pro soluto e da linee a medio termine di factoring che prevedono la cessione pro-solvendo di crediti futuri relativi a diritti audiovisivi delle competizioni italiane assegnati per il nuovo ciclo quinquennale con inizio dal 2024-25”.

A questo scopo è stata effettuata, ad esempio, un’operazione da 35 milioni finalizzata a gennaio con cui si sono scontati crediti verso club esteri. Il club spiega che “l’utilizzo di tali linee e disponibilità comporterà la riduzione dell’indebitamento a breve termine e un corrispondente incremento dell’indebitamento a medio-lungo termine”. È importante sottolineare che il rimborso non è avvenuto tramite equity, bensì rifinanziando il debito, un’azione temporanea utile anche per dare respiro alle casse.

Inoltre, l’analisi di Gazzetta.it si concentra sull’indice di liquidità. Il rifinanziamento del debito con il rimborso del bond dovrebbe comportare il rientro nei ranghi dell’indicatore di liquidità, fondamentale per le operazioni di mercato. L’indicatore mette a confronto le attività e le passività correnti, relative ai 12 mesi successivi, con un valore non inferiore a 0,6. Nel caso della Juventus, il bond in scadenza e i pagamenti ravvicinati per acquisti precedenti di giocatori avevano appesantito enormemente il denominatore. Tuttavia, con il rimborso dell’obbligazione e lo spostamento del grosso dei debiti nel medio-lungo periodo, l’indicatore di liquidità bianconero dovrebbe rientrare nei limiti. È importante notare che per il mercato della prossima estate i dati del bilancio intermedio al 31 marzo sono determinanti. È presumibile che la Juventus si sia adeguata all’indicatore di liquidità senza dover attendere l’aumento di capitale, per il quale ha posto come termine ultimo il 30 aprile.

Condividi

Leggi anche

Ultime notizie