giovedì, 25 Aprile 2024

Patteggiamento Juve, Bosco: “Da Elkann menzogne, non vi stanno dicendo che la Juve è morta”

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Sul patteggiamento della Juventus. Andrea Bosco prende una posizione netta:

John Elkann ha tratti gentili e un volto rassicurante. Eppure è fatto del cinismo e della pasta di Ceferin e Gravina. Non deve essere stato difficile accordarsi con loro. Visto che in effetti Ceferin, Elkann, e Gravina perseguono i medesimi obiettivi: mettere la Juventus a pane e acqua”, scrive il giornalista sulle colonne di Tuttojuve.

“Vi stanno raccontando un monte di bufale condite con millanta ipocrisie. Vi spiegano che piegarsi a 90° in posizione assai poco commendevole era “l’unica soluzione“. Non la “giusta soluzione“. Ma la “soluzione politica“, per chiudere i contenziosi evitando di danneggiare oltre che (ulteriormente) la Juventus, anche l’intero calcio italiano”.

“Ora, con un cinismo pari e persino superiore a quello di Elkann, mi chiedo: perché preoccuparsi del “calcio italiano“?. Ha mai fatto qualche cosa, il calcio italiano per la Juventus oltre che retrocederla in serie B, dissanguarla economicamente, sputtanarla in ogni dove?”

E ancora: “Fosse andata al Tar (in Italia) e poi al Tas (in Europa) e infine a Strasburgo (per ogni evenienza) la Juventus avrebbe per cominciare paralizzato il calcio nazionale. E poi avrebbe vinto. Almeno in Italia avrebbe certamente vinto”.

Poi la rivelazione dello scrittore: “Non vi dicono che la Juventus che verrà è destinata ad un percorso simile a quello della Juventus di monsieur Blanc. La Juventus non tornerà a vincere a breve”.

“Per il semplice motivo che la Juventus è “morta“. John Elkan ha staccato la spina e l’ha avviata là da dove non si ritorna. Il Tar era una certezza, anche per poter riformare il sistema. Ma ad Elkann non importa della Juventus, figuriamoci della riforma del “sistema“. Con il calcio non si guadagna: si investe a fondo perduto”.

“E lui di denari ne ha tirati fuori tanti: un miliardo di euro da quando nel 2006, ereditò la Juventus di Bettega, Giraudo e Moggi che si autofinanziava. Con le automobili si guadagna. Persino se metti in pista una vettura tecnicamente oscena, assistita da buoni (non favolosi ma buoni) piloti, ma anche da uno staff di yes man che da 20 anni prende cazzotti in tutti i circuiti. Ma hai il “commerciale“. E quello, ti fa guadagnare. Perché una Ferrari è uno status symbol. E’ come avere una casa firmata da Renzo Piano, un Patek al polso, una Kelly al braccio della tua donna, un Riva Acquarama in darsena, una Futura (la barca a vela con l’albero a U e senza boma progettata da Daniele Mingucci) in rada”.

Il Tas per la Juventus era una possibilità. Quella di restare nel club del calcio che conta. Ma forse questa possibilità la Juventus se la precluse molto tempo fa. Quando costruì uno stadio da 42.000 posti che la escludeva dall’elite continentale. Bello, innovativo, di proprietà, ma dannatamente più piccolo rispetto a quello da 55.000 posti che avrebbe voluto Giraudo. Lo stadio della Juve è uno stadio che non potrà mai avere velleità continentali”.

I programmi della Juventus di Elkann sono sostanzialmente tre: ridurre il passivo di bilancio, beccheggiare nel mare “nostrum “, cercare di valorizzare il vivaio. Per poi, appena possibile, vendere”

“La Juventus non ha abdicato. La Juventus ha “abiurato“: ha baciato la pantofola a Ceferin e Gravina. E la voglia matta di liquidare Andrea Agnelli di Elkann è stata pari alla volontà di soddisfare le “voglie“ dei due satrapi del calcio continentale e nazionale. Quei 9 scudetti di fila sono stati per Gravina un cazzotto nello stomaco. La certificazione della inettitudine della Federazione e del Calcio Nostrano. Quegli scudetti hanno ridicolizzato il lavoro di presidenti, direttori sportivi, agenti. La Superlega è stato un ceffone sul volto di Ceferin: l’idea di ridurlo in mutande, sfilandogli il “grisbi“ così accuratamente accumulato negli anni. Non si diventa Ceferin senza “ungere le ruote“. Il compianto Tavecchio (che votò per lui) con una delle sue memorabili gaffes avrebbe potuto illuminare il contesto. Ma “altri“ sanno. Devo proprio fare i nomi?”

“Vi stanno sfinendo con domande del tipo: “ La Juventus disputerà la Conference League o verrà penalizzata per una stagione?“. La partecipazione alla grottesca Coppetta del Bisnonno sarebbe uno schiaffo se la Juventus ancora esistesse. Ma la Juventus non esiste più. Quindi che differenza potrebbe fare? Per me , per molti di voi, farebbe la differenza. Non per Elkann. Che dopo aver patteggiato l’inverosimile si disporrebbe con gioia a disputarla. Tanto ad Elkann mica interessa il campionato. Arrivare terzi, quarti, quinti, sesti sarà ininfluente. Credete al sottoscritto: il “patteggiamento“ prevede anche di non tornare a vincere. Del resto se non investi, come puoi pensare di vincere? Hai perso pure investendo. Certo che magari evitando di investire sui “morti“ sarebbe già un inizio. Ma io penso sempre male: se volete , illudetevi”.

Champion’s, Europa League, Conference per Elkann pari sono. Dovete cari tifosi farvene una ragione: ad Elkann della Juventus non importa un fico. Cercherà di rientrare delle perdite e poi venderà. E chi arriverà magari chiamerà il club Amazon Juventus. Come è giusto se cambia il “padrone“.

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