domenica, 19 Maggio 2024

Inchiesta Prisma, interrogato Mandragora: ipotesi ‘carta segreta’ tra Juve e Udinese

Condividi

spot_imgspot_img

Dopo Paulo Dybala, è stato interrogato dalla Guardia di Finanza anche Rolando Mandragora, attualmente in forza alla Fiorentina.

Il giocatore è finito nel mirino dei Pm torinesi Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Ciro Santoriello, che lo hanno ascoltato nell’ambito delle indagini per un possibile nuovo filone dell’inchiesta Prisma.

La lente d’ingrandimento della Procura è focalizzata sulla cessione del calciatore dalla Juventus all’Udinese nel 2018 per 26 milioni di eur.

Tuttosport tra le sue colonne spiega che il centrocampista napoletano è stato riacquistato due anni più tardi sulla stessa rotta per 10 milioni più 6 di bonus.

L’ipotesi dell’accusa è che dietro il diritto di “recompra” si celasse in realtà un obbligo di riscatto alla stessa cifra della cessione, un accordo custodito all’interno di una carta “segreta” tra le due società.

L’investimento per riportare Mandragora a Torino – fa notare TS – “è stato comunque differente rispetto alla cifra inizialmente sborsata dall’Udinese: 26 milioni per l’andata, 16 compresi bonus per il ritorno. E l’episodio, peraltro, non è stato di certo un unicum, considerando per esempio il caso Pinamonti: l’attaccante è passato nell’estate 2019 dall’Inter al Genoa in prestito con obbligo di riscatto a 20 milioni di euro, impegno onorato da Grifone nel settembre 2020, appena pochi giorni prima che i nerazzurri lo riportassero a loro volta a casa per una cifra del tutto analoga”.

“Eventuali nuovi documenti depositati, da qui all’udienza preliminare fissata per il 27 marzo, potrebbero però portare a uno slittamento di quest’ultima, qualora la difesa avanzasse la richiesta al fine di analizzare a fondo gli elementi e questa venisse accolta” si legge ancora su Tuttosport.

“E sul fronte sportivo, invece? I quaranta giorni di proroga sulla chiusura del secondo fascicolo da parte del procuratore federale Giuseppe Chiné, in questo caso, si sposano perfettamente con la possibilità di accogliere eventuali nuove contestazioni all’interno del filone sulla manovra stipendi. Gli ipotetici reati rientrerebbero nuovamente nel perimetro dell’articolo 31 del Codice di Giustizia Sportiva, quello relativo alle violazioni in materia gestionale ed economica, ma potrebbero aprire anche a un differente – seppur improbabile – scenario. Se venisse rilevato un eccessivo ampliamento dell’oggetto di indagine e/o dei soggetti coinvolti, infatti, Chiné potrebbe anche decidere di inaugurare un terzo fascicolo”.

Condividi

Leggi anche

Ultime notizie