martedì, 21 Maggio 2024

Moggi “affonda” Gravina e Chinè: “Io indagato per aver salutato un amico a bordocampo ma Oriali in nazionale dopo condanna per passaporto falso Recoba”

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L’apertura di un’inchiesta della Procura federale sulla presenza di Luciano Moggi, (radiato dopo l’inchiesta Calciopoli), ai bordi del campo di Cercola il 14 gennaio in occasione di Napoli-Juve “Primavera”, ha fatto sì che l’ex manager bianconero, si scagliasse contro il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina e la Procura federale guidata da Giuseppe Chiné.

Questo il contenuto della lettera con la quale Moggi ha messo all’angolo il “Palazzo”: «Siccome conosco bene le regole che vietano alle persone radiate di stare ai bordi del campo mi sono guardato bene dall’infrangere dette regole e, in compagnia di Luigi Palumbo e Giacomo Novello, non conoscendo il posto, abbiamo chiesto agli inservienti di accompagnarci in tribuna», le prime parole dell’ex DG bianconero.

«Il “viaggio” con la guida è cominciato dalla curva della pista di atletica leggera ed è continuato fino alla porta d’ingresso della tribuna, dove ho incontrato il signor Pessotto che ho salutato calorosamente essendo stato un mio giocatore, dopo di che sono salito in tribuna con i miei due amici, raggiunto successivamente dal Pessotto stesso con il quale mi sono intrattenuto ulteriormente a parlare dei nostri tempi».

Poi l’affondo: «Probabilmente per questo il dr. Chiné si è sentito autorizzato ad informare la stampa ancor prima di procedere all’interrogatorio di chi poteva informarlo realmente su quanto avvenuto. Allora Lei, signor Presidente, deve informare il dr. Chiné che la posizione del radiato vieta di stare ai bordi del campo durante una partita Figc, ma non vieta assolutamente di salutare e parlare con una persona che si conosce».

«La radiazione significa divieto di essere inserito nei ruoli federali e io sono ben felice di non farne parte visto lo stato attuale cui è ridotto il nostro calcio dopo l’allontanamento di quelle persone che avevano contribuito, con i propri giocatori, a far vincere il titolo mondiale del 2006, visto, oltretutto, che a fare il team Manager della Nazionale c’è Oriali, condannato a suo tempo dalla Giustizia sia sportiva che ordinaria per aver falsificato una patente per fare il passaporto falso a Recoba».

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