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martedì, 31 Gennaio 2023

Totti nel mirino dell’Antiriciclaggio per un giro d’affari milionario nel campo delle scommesse

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Guai giudiziari per Francesco Totti. Secondo quanto riportato da La Verità l’ex attaccante della Roma è finito sotto osservazione dall’Antiriciclaggio per operazioni sospette che riguardano soprattutto il mondo delle scommesse.

E mentre lui e la nuova compagna Noemi Bocchi sono in crociera extralusso a Miami per le festività natalizie, dai controlli effettuati nell’istituto di credito in cui il Capitano ha depositato i suoi risparmi emergerebbero importanti investimenti nelle scommesse.

L’ultimo allert, arrivato all’attenzione del pool di Bankitalia, risale ad agosto: un «prestito infruttifero» di 80mila euro inviato sul conto di un’anziana pensionata residente ad Anzio. Un conto cointestato con la figlia A. M., dipendente della società Sport e salute (già Coni servizi) controllata dal ministero dell’Economia. Lo stesso giorno però quei soldi viaggiano dal conto della 50enne a uno cointestato con il marito, D. M., dipendente del ministero dell’Interno e amico di Totti, e infine su quello personale dello stesso D. M..

Nel dettaglio, andando ad analizzare i movimenti della coppia, è emerso che oltre all’accredito degli stipendi, si susseguono periodicamente «bonifici domestici» in favore del marito:

bonifici, si legge, «rivenienti da società operanti nel settore delle scommesse online», come la Malta limited terrestre, la Malta limited online e la Sa.Pa. Srl. Quindici trasferimenti per un totale di circa 87mila euro. Inoltre, sempre nel periodo preso in esame, ben 125mila euro sono stati dirottati sui conti personali dei coniugi. In loro favore poi sono stati «negoziati» assegni bancari per un valore di 445mila euro.

A detta dell’Antiriciclaggio, riporta ancora La Verità tra le sue colonne, si tratta di una «attività opaca con controparti operanti nel settore del bet online».

Interpellati al riguardo nell’ambito dell’attività investigativa, i coniugi non avrebbero fornito «adeguati chiarimenti e giustificativi» e avrebbero mostrato «un atteggiamento evasivo e non collaborativo».

Il nome di Totti entrerebbe in gioco nel giugno del 2020. Dall’esame di due conti, uno cointestato con la Blasi e uno con Manuel Zubiria Furest, ex team manager della Roma. Per prima cosa viene segnalato un fido da 2,5 milioni di euro per una ristrutturazione, e a seguire finiscono sotto osservazione cinque assegni bancari e un bonifico, intestati alla Société financière et d’encaissement (Sfe) con sede a Monte Carlo per 1,305 milioni di euro. La causale: «finanziare le giornate che il noto personaggio ama trascorrere nella casa da gioco del Principato».

E non solo lì. Viene infatti evidenziato anche un altro bonifico da 300mila euro «a favore della società United London services limited, collegata con il casinò di Londra» e un altro da 200mila «a favore della società Belco, apparentemente collegata con il casinò di Las Vegas».

Ma i movimenti sospetti, finiti nel mirino dell’Antiriciclaggio, riguardano anche operazioni in entrata, come per esempio quella da 201mila euro eseguito dalla Mgm resorts international, un albergo di Las Vegas con annessa casa da gioco. E l’elenco è lungo. Come pure quello dei prelievi in contanti e dei bonifici a favore del fratello Riccardo. O le raccolte in beneficenza a cui hanno partecipato anche compagni di squadra (come Antonio Rudiger, Thomas Vermaelen, Radja Nainggolan, Juan Jesus, Edin Dzeko ed Emerson Palmieri), ma con la causale «multe» e «sanzioni».

Per questo, secondo gli esperti «permangono forti dubbi in merito alla reale destinazione del denaro inviato alle varie case da gioco internazionali». I risk manager precisano anche che il cliente ha riferito: «”Mi piace scommettere”. Trattasi di pagamenti che lo stesso effettua per le sue giornate trascorse al casinò di Monte Carlo essendo appassionato del gioco d’azzardo». La valutazione si conclude quindi così: «I clienti in segnalazione sono clienti anche della controllata Fideuram Spa e San Paolo Invest Spa. Si è provveduto ad innalzare ad alto il profilo di rischio».

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