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giovedì, 9 Febbraio 2023

Chirico: “Come per Calciopoli! Il tribunale sollecitato a dovere da giornali e tv spinge affinché la Juve venga processata e, condannata quanto prima”

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Marcello Chirico, ha scelto di commentare quanto fatto dal Tribunale di Torino che ha manifestato la fretta di processare solo la Juventus.

“In particolare i giudici della Procura che stanno conducendo l’inchiesta Prisma, i quali hanno sollecitato la presidenza del foro piemontese, e ottenuto, di dare precedenza ai processi riguardanti «società sottoposte ad amministrazione straordinaria o quotate nel mercato telematico azionario». Appunto, la Juventus Football Club”.

Il giornalista di fede bianconera spiega trattasi di “un sollecito conseguente la precedente decisione del Tribunale, datata 15 novembre, di assegnare priorità – causa intasamento delle cause giudiziarie – alle udienze preliminari con imputati sottoposti a misure cautelari. Richiesta immediatamente impugnata dalla Procura, secondo la quale esistono invece categorie di processi di maggiore urgenza”.

Da qui la retromarcia del Tribunale e la pubblicazione di un nuovo decreto che ha ridato precedenza a casi riguardanti, per esempio, società presenti nel listino di Borsa.

“Gli avvocati piemontesi hanno capito che questo provvedimento rinviava sine die tutti gli altri processi e, attraverso la Camera penale, hanno chiesto a loro volta la revoca del provvedimento. Che quasi certamente non ci sarà”.

A pensar male…: “In un Tribunale ingolfato da cause giudiziarie di ogni tipo, la decisione di anteporre quelle riguardanti aziende quotate è quantomeno sospetta, essendoci di mezzo proprio la Juventus. Soprattutto quando c’è una piazza che, sollecitata a dovere da giornali e tv, spinge affinché il reo venga processato (e, ovviamente, condannato) quanto prima”.

Chirico ricorda quanto già affermato: “il clima è identico a quello di Calciopoli.

Ecco perché questa ostilità palese, percepita da tempo all’interno della Continassa, “ha indotto la Juve a chiedere il trasferimento di sede giudiziale altrove, Milano o Roma, considerando che la Consob ha sedi e server in quelle due città. L’accanimento appare evidente, la fuga da Torino quasi necessaria”.

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