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giovedì, 2 Febbraio 2023

Juve, intercettato il direttore finanziario Cerrato: “Tanto la Consob la supercazzoliamo…”

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Vengono divulgate le prime intercettazioni che i pm della Procura di Torino hanno utilizzato per ricostruire la viccenda legata alle plusvalenze Juve e alla cosiddetta “manovra stipendi”.

“In 15 anni ricordo solo una situazione così brutta, Calciopoli. Lì ci davano addosso tutti, qui ce la siamo creata noi”, le parole di Stefano Bertola, ex direttore finanziario della Juventus, in un’intercettazione ambientale del 22 luglio 2022 raccolta dal pool di magistrati dell’inchiesta Prisma (Ciro Santoriello, Mario Bendoni e l’aggiunto Marco Gianoglio) che indaga sui conti del club dal 2018 al 2021.

Oltre 3 ore di conversazione tra l’ex dirigente (che è tra i 16 indagati) e Federico Cherubini, a cena in un ristorante del centro (Cornoler), in cui secondo gli inquirenti il diesse dirà tutto ciò che è stato da loro ipotizzato nella richiesta di intercettazioni, anticipando anche “Il libro nero di Paratici” trovato nelle perquisizioni (datato marzo 2021).

In quella data i due manager della Juve commentando la verifica della Consob del 13 luglio, si raccontavano di aver detto a Paratici di aver “spinto troppo in là una modalità lecita”, quella delle plusvalenze, e che per uscirne bisognava abbandonare quelle “fittizie” e tornare a quelle sane.

E poi le parole del diesse Paratici sulle plusvalenze: “mettere 4 o 8 in uno scambio è uguale, vammelo a dimostrare”.

A supporto ci sarebbero pure le parole di Stefano Cerrato, successore di Bertola come Cfo, che parla dello scambio Aké-Tongya col Marsiglia (“Tanto la Consob la supercazzoliamo”), e poi con un revisore dei conti della memoria preparata per la Consob sullo scambio Pjanic-Arthur: “Penso che sarebbe opportuno dargli un riferimento di principio contabile o di qualcosa, cioè posso io supercazzolarli in modo più raffinato?”.

Per la Procura, il Covid non c’entrerebbe fino in fondo punto, in quanto dei 300 milioni persi dalla Juventus solo la metà sarebbe imputabile alla pandemia.

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