martedì, 5 Luglio 2022

Chiellini saluta:  “Il mio futuro lo vedo ancora con i colori della Juve. La foto col turbante contro il Real rappresenta la mia carriera”

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Giorgio Chiellini saluta in lacrime la Juventus e lo fa attraverso una lunga intervista sul canale YouTube del club bianconero.

Si parte con la BBC: “Un pezzo di storia bianconera. Penso che Gigi sia quello con cui ho giocato di più nella mia vita, Leo ci va vicino. Barza forse un po’ meno, ma siamo lì… Questa foto farà scendere una lacrimuccia a tanti tifosi per qualche anno ancora”.

E poi gli esordi alla Juventus: “15 ottobre 2005 se non sbaglio. 10-15 minuti, entro al posto di Pavel davanti a Pessottino. Non è stato facile l’inizio per me, poi mi rompo il naso giusto per iniziare bene…”

Anno 2006-07: La Juve in Serie B: “Uno giustamente dice che Chiellini è rimasto in Serie B, ma lì quelli che fecero davvero un sacrificio furono altri, Pavel, Alex, Gigi… Loro sì, erano campioni del mondo e Palloni d’Oro”.

La nazionale: (guarda la foto dello strattone a Saka ndr), “L’emblema di tutto l’Europeo, il meme più gettonato dell’estate. In realtà in campo non pensavo potesse diventare iconica, uno dei pochi errori durante l’Euorpeo. ho letto male una traiettoria, potevo benissimo appoggiare palla, mi è sgusciato da sotto e la prima reazione è stata di prenderlo. Mi mancava un trofeo internazionale, con i Mondiali sono stato sfortunato. Il calcio è lo sport del diavolo come dice Allegri. Quest’estate qualcosa di magico si percepiva, ero convinto ce la saremmo giocata con i migliori, ma vincere…”. (guarda la foto con Bonucci e un piatto di spaghetti): “Questo è Leo che voleva sempre istigare, io avrei evitato, ma nel mood vacanza l’ho fatta”.

Una foto per i 17 anni trascorsi alla Juve? “Quella con la testa fasciata contro il Real Madrid. Non so con chi ce l’avessi, non so cosa stavo facendo, però è tutta, la mia immagine chiave.. Una cavalcata bellissima, l’unica partita, quella dopo, che mi è rimasta qui. Unico anno senza infortuni e purtroppo il polpaccio è venuto a bussare alla porta”.

Cosa ha insegnato Cardiff?  Che nella vita bisogna saper vincere ma soprattutto saper perdere. I campioni si vedono anche da questi momenti, purtroppo ho imparato anche a perdere. Una delle sconfitte più brutte, ma anche più belle, arrivarci non è scontato e rimangono tante emozioni, oltre alla delusione, ma rimpianti no. Sarebbe stata la ciliegina, l’Europeo ha un po’ ripagato”

Sul decimo scudetto sfumato: “Ero rimasto da solo, l’unico che li hanno vinti tutti. Grande soddisfazione, avrei dato anche l’altra gamba per il decimo di fila e poi uscire di scena così. Abbiamo fatto qualcosa di incredibile, ne parlavo con Andrea (Agnelli ndr)”.

“L’importanza della proprietà per queste vittorie è innegabile. Ho dato tutto, ma ho ricevuto molto di più, mi ritengo fortunato ad aver scritto pagine di storia della Juve. Sicuramente ne farò parte anche in futuro, troppe cose vengono date per scontate ma io non faccio così”.

Il futuro: “Prossimo o domani, ci sono questi colori. C’è un percorso che mi vedrà imparare nuove cose, lo farò con la stessa passione che ho sempre messo, dove arriverò non lo so, darò tutto me stesso”.

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