lunedì, 4 Luglio 2022

Caro Berti, Calciopoli ha confermato un’altra cosa: La nascita del sistema Inter. Con lo scudetto di cartone e la prescrizione dei reati sportivi i nerazzurri hanno riscritto la storia

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L’ex centrocampista nerazzurro Nicola Berti carica la squadra di Inzaghi in vista del derby d’Italia che vede l’Inter impegnata stasera allo Stadium contro la Juve.

Certamente chi non vince stasera è fuori dalla lotta scudetto. Questo lo sa bene l’ex interista: “Certo. È la partita più importante della stagione. Per entrambe, un’ultima spiaggia. Se solo ci fosse il sole…”.

Poi Berti scantona e si scatena tirando in ballo Calciopoli: “Sapete perché vincere in casa della Juve è sempre stato così difficile? Perchè Calciopoli ha confermato quello che si sapeva da tempo, che c’era un sistema che ‘condizionava’ gli arbitri. Il potere è sempre stato a Torino”.

Parole, quelle di Nicola Berti alla Gazzetta dello sport, che hanno fatto infuriare anche i tifosi bianconeri che sui social lo demoliscono: “No dai, Berti ha ragione perché forse sta parlando di quel “sistema” che non ha dato un rigore a Belotti grande come un grattacielo in epoca Var”.

E ancora: “E da calciopoli in poi che sistema c’è dimmi..plusvalenze, falsi in bilancio, stipendi e giocatori non pagati, debiti monstre, indice di liquidità cambiato x farvi iscrivere…dimmi”

Ma si va oltre: “C’era un sistema che prevedeva che Moratti vincesse il calciomercato e poi arrivasse ad almeno due-tre posizioni di distacco dalla juve” e infine: “Il sistema Facchetti: Quello di trovare un capro espiatorio per vincere qualcosa illegalmente e farla franca”.

In realtà a nostro avviso Calciopoli ha segnato la storia dell’Inter: Prima del 2006 i nerazzurri arrancavano da decenni. Dopo il 2006, e in seguito allo “scudetto di cartone”,  la banda Morati dopo avere saccheggiato la Juventus dei suoi migliori giocatori a cominciato a vincere in Italia senza rivali perché scaraventati in serie B. Predominio durato però solo 6 anni perchè poi a Milano è calato nuovamente il sipario sotto i colpi di Andrea Agnelli.

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