lunedì, 3 Ottobre 2022

Le accuse dei Pm di Torino alla Juve: “Emersa la prassi di nascondere dei documenti per poi distruggerli”

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La Gazzetta dello Sport rivela nuovi dettagli sulle nuove perquisizioni disposte dalla Procura di Torino nell’ambito dell’indagine denominata “Prisma”, per la quale Juventus è accusata di falso in bilancio.

Stavolta al centro delle perquisizioni della GdF ci sono “alcune mensilità dovute ai giocatori che erano state congelate ai tempi del Covid: accordi formulati in carte private tra la società bianconera e i diversi entourage, per i quali tre dei quattro stipendi congelati sarebbero stati resi più avanti”.

Secondo quanto scrive La Gazza, “i magistrati hanno scoperto inoltre la tendenza a nascondere alcuni documenti riservati fuori dalla sede del club, per poi distruggerli. Una prassi, come messo in luce dall’attività investigativa”.

La Guardia di Finanzia ha eseguito nuove perquisizioni all’interno di alcuni studi legali di Torino, Roma e Milano nell’ambito dell’inchiesta della Procura sul possibile falso in bilancio di Juventus.

L’Ansa, riferisce inoltre che “sono emersi indizi concreti in ordine all’esistenza di plurime scritture private” fra la società e i rappresentanti dei calciatori che non risultano “depositate presso gli organi competenti”.

Dai documenti stessi, però, si evince che la “manovra stipendi” del 2019-20 non riguarderebbe la “rinuncia a quattro mensilità”, così come compare nella relazione finanziaria del 30 giugno 2020, ma un semplice differimento.

Dagli ultimi aggiornamenti sembrerebbe però che i costi siano stati spostati dal bilancio precedente a quello successivo. Se così fosse non ci sarebbe stato nessun intento volto a distruggere i documenti.

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