lunedì, 6 Dicembre 2021

L’ex meteora dell’Inter Zé Elias in cerca di notorietà: “Noi, derubati dalla Juve”

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L’ex giocatore dell’Inter Zé Elias surriscalda la vigilia di Inter-Juve. Il nerazzurro ha parlato ai microfoni di ESPN:

“La nostra squadra giocava per Ronaldo. Non c’era nessun segreto. Era una buona squadra in generale, ma quando hai un giocatore come lui, e nella fase in cui era, giochi automaticamente per lui. Sapevamo che se qualcuno avesse vinto quello Juventus-Inter, difficilmente avrebbe perso lo scudetto”, ricorda l’ex meteora dell’Inter.

L’ambiente era il migliore possibile, perché si stava lottando per lo Scudetto e anche per la Coppa Uefa, che poi avremmo vinto. Il gruppo aveva diversi ragazzi esperti, con esperienza in Coppa del Mondo e in grandi partite europee. Il nostro desiderio era battere la Juventus in casa loro, perché se avessimo vinto saremmo sicuramente diventati campioni”.

Zé Elias ricorda anche il rosso pescato in quella famosa partita: “Ho iniziato in riserva e sono entrato nel 2° tempo, ma fui espulso. Sono andato a giocare una palla alta con Didier Deschamps, mi è saltato dietro e, quando ero in aria, usò l’esperienza. Disse che lasciai il gomito e si buttò a terra. Era una bugia, non l’avevo fatto. Se l’avessi fatto, l’avrei detto. Ma l’arbitro ci cascò e mi espulse”.

E ancora su Juve-Inter del 1998: “La partita fu molto combattuta, molto fisica. Non fu una bella classica, ma era di buon livello. La Juventus aveva una squadra forte, con Davids, Zidane, Del Piero, ma anche noi avevamo una bella squadra. Purtroppo l’arbitro ha rovinò tutto. Era chiaro che si trattava di un rigore!”

“E la cosa peggiore di tutto questo è stato Ceccarini, che dopo tanti anni, non ha mai detto di aver sbagliato. Questa è la cosa peggiore. Eravamo molto nervosi in quel momento, molto scontenti. Era impossibile non dare il rigore per il modo in cui era avvenuta la giocata. Iuliano arrivò molto tardi nel gioco e prese solo il corpo di Ronaldo. E, nella continuità del gioco, venne fischiato un rigore contro Taribo West con una mossa molto simile. Ecco perché tutti assalimmo l’arbitro”.

Dopo il rigore non assegnato, la nostra squadra perse l’equilibrio, non c’era più verso. Ci è venuto in mente che c’era un ‘aiuto’ per la Juventus. Questo non era nemmeno il primo episodio (di assistenza arbitrale alla Juventus) ed eravamo già abituati a questo tipo di situazione, perché, per tutta la stagione, si era parlato molto degli episodi pro-Juventus contro Udinese ed Empoli, con il gol non convalidato nonostante la palla avesse oltrepassato la porta. Se avessero avuto il VAR in quel momento, sarebbero arrivati ​​con meno punti di noi al derby, e di sicuro tutto sarebbe diverso”.

“Nello spogliatoio eravamo sconvolti e avviliti, lamentando e imprecando. Quello che mi ha colpito di più è stata l’intervista che ha rilasciato Massimo Moratti, dicendo che non era stata una sbagliata decisione arbitrale, ma una ‘questione di maglia’, sottintendendo che Ceccarini fosse un tifoso della Juventus . Moratti disse tutto quello a cui noi giocatori stavamo pensando”.

E su Calciopoli: “Anni dopo, tutto venne alla luce con Calciopoli, che fu una vergogna per la Juventus e per Luciano Moggi. Questa stagione è fu molto marcata in Italia dai diversi errori arbitrali e i tifosi dell’Inter continuano ancora oggi a dire che il titolo venne rubato”.

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