Jean-Claude Blanc: “Juventus Stadium simbolo di rinascita. Il ruolo di Calciopoli in tutto ciò”

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L’ex dirigente della Juventus Jean-Claude Blanc, attualmente manager al Paris Saint-Germain, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport:

Blanc, ha celebrato l’anniversario dello Juventus Stadium:

“Fu l’inizio di una nuova fase e la fine di un processo di ricostruzione dopo Calciopoli. Lo stadio è simbolo della rinascita della Juve, del lavoro svolto per riportala ai vertici”.

“E in tempi da record: il cda varò il piano nel febbraio 2008, solo 18 mesi dopo la retrocessione. Fu un segnale di coraggio da parte della proprietà che dimostrava la determinazione di tornare ai massimi livelli con un nuovo impianto. Quello della Juve è un atto di rinascita di una squadra tornata in alto, più forte di prima”.

L’ex manager racconta alcuni retroscena: “Senza la Serie B sarebbe stato uno stadio diverso. Inizialmente il Comune di Torino non autorizzò l’abbattimento del Delle Alpi. Il progetto, molto più complesso, allora era di costruire uno stadio nello stadio, dentro al Delle Alpi”.

“Calciopoli diede l’impulso alla proprietà, la candidatura dell’Italia a Euro 2016 spinse poi l’allora sindaco Sergio Chiamparino a considerare un nuovo impianto, anche più bello, simbolo per la città”.

Blanc ricorda ancora: “Dal lato sportivo volevamo uno stadio che rendesse la nostra squadra quasi imbattibile, intimidendo gli avversari con la vicinanza degli spalti al campo. I giocatori vedono in faccia familiari e tifosi”.

Una pressione enorme per gli ospiti che prima dello spogliatoio passano davanti alle repliche dei trofei della Juve: “Volevamo grande osmosi tra pubblico e squadra, con le panchine per la prima volta in tribuna. E poi volevamo uno stadio dal tocco elegante grazie a Pininfarina e Giugiaro, che generasse 30-50 milioni di euro in più all’anno per creare un vantaggio competitivo reale. Così la Juve ha dominato per un decennio”.

I numeri: “Lo stadio è costato circa 150 milioni di euro per 41mila posti: un buon affare? Nell’ultimo decennio in Europa solo lo stadio del Tottenham da 60mila posti è un progetto apprezzabile, ma è costato più di un miliardo”.

Blanc rivendica il lavoro fatto con Giovanni Cobolli Gigli: “Abbiamo fatto un buon lavoro. Sfruttammo anche la crisi finanziaria internazionale del 2008. Il costo delle materie prime, in particolare dell’acciaio, era ai minimi storici. E c’era fame di lavoro. Oggi tutto è molto più caro”.